La ripartizione delle spese per l’acqua in condominio è spesso fonte di discussione: deve prevalere il consumo reale oppure le regole scritte? Ecco, in sintesi, cosa dice la legge — e cosa conferma la giurisprudenza.
1. Contatori individuali: consumi reali, riparto equo
Quando il condominio è dotato di contatori individuali (i cosiddetti “contatori di sottrazione”), la ripartizione della spesa avviene in base al consumo effettivo di ciascuna unità immobiliare. Questo criterio è considerato il più equo e trova fondamento sia nel Codice Civile sia nella normativa ambientale (D.Lgs. 152/2006, art. 146).
2. Senza contatori: si torna ai millesimali
In assenza di contatori, la legge impone di ripartire le spese proporzionalmente ai millesimi di proprietà (art. 1123, co. 1, c.c.)i. La Corte di Cassazione ha stabilito che nessun criterio diverso (come il conteggio delle persone) può sostituirsi ai millesimi, a meno che vi sia una convenzione unanime tra i condomini.
3. Il ruolo del regolamento contrattuale
Un regolamento contrattuale approvato all’unanimità può introdurre un criterio di ripartizione differente, anche se non legato ai consumi o ai millesimi. Tuttavia, secondo alcune sentenze, la presenza di contatori individuali può sopprimere l’efficacia di questa deroga: la normativa sulla contabilizzazione prevale sulle convenzioni precedenti.
4. Possibilità di criteri misti, ma con limite
Alcune delibere possono prevedere una ripartizione mista, combinando una quota fissa (per esempio millesimi) e una variabile legata ai consumi. La giurisprudenza le accetta, purché non contrarie ai principi di legge.
5. Casi contestati, sentenze applicative
- Delibera “in parti uguali”, pur con contatori presenti, è stata dichiarata nulla (Tribunale di Roma, 2017);
- Alcuni tribunali (es. Roma, 2021) hanno escluso i box auto dalle spese idriche se non allacciati all’impianto comune;
- Una sentenza della Corte d’Appello di Bari (2025) ha confermato: senza una convenzione esplicita, si applicano i criteri di legge.
Il criterio prevalente per ripartire le spese dell’acqua è quello che riflette il consumo reale, se rilevabile tramite contatori individuali. In loro assenza, si torna al calcolo proporzionale in millesimi. Il regolamento condominiale può introdurre altri criteri, ma solo se approvato da tutti; in ogni caso, non può prevalere sulla normativa tecnica. In caso di dubbi o litigi, conviene fare riferimento alla normativa e, se necessario, tutelarsi legalmente.
Redazione