La convivenza con gli animali d’affezione in condominio è oggi un aspetto quotidiano per moltissime famiglie. Per vivere bene insieme è indispensabile conoscere i propri diritti ma anche i doveri che garantiscono rispetto e tranquillità alla comunità.
La tutela normativa
Il punto centrale è che la legge tutela il diritto di tenere un animale domestico nella propria casa: nessun regolamento e nessuna assemblea possono vietarlo. L’art. 1138 c.c. e la riforma del 2012 rendono nulle le clausole che mirano a proibire la presenza di animali. Anche proporre in assemblea un divieto simile è considerato illecito.
Gli animali possono quindi circolare nelle parti comuni, ma sempre accompagnati e sotto controllo. Il proprietario deve garantire sicurezza, igiene e rispetto degli altri condomini. L’allontanamento dell’animale è possibile solo in situazioni davvero gravi e documentate dall’ASL, come casi di comprovata aggressività o rischi sanitari.
Ciò che l’assemblea può fare è regolare l’uso degli spazi comuni: ad esempio, richiedere il guinzaglio, la museruola in ascensore o in presenza di bambini, o ribadire l’obbligo di raccogliere le deiezioni. Queste misure sono in linea con l’ordinanza ministeriale che regola la conduzione degli animali nei luoghi pubblici e contribuiscono a evitare incidenti o situazioni spiacevoli. Lasciare un animale libero senza controllo può perfino rappresentare un illecito ai sensi dell’art. 672 c.p.
I rumori
Un altro aspetto delicato riguarda i rumori, in particolare l’abbaio dei cani. Ogni condominio stabilisce fasce orarie di silenzio. Se il rumore supera la normale tollerabilità, il vicino può chiedere la cessazione del disturbo in base all’art. 844 c.c. Se invece il disturbo è tale da coinvolgere più persone, può configurarsi anche il reato di disturbo alla quiete pubblica previsto dall’art. 659 c.p. È quindi fondamentale che il proprietario si impegni a limitare i rumori del proprio animale, soprattutto nelle ore notturne o di riposo.
Un capitolo particolarmente delicato è quello della detenzione impropria di animali in locali non destinati a questo uso, come box e cantine. Alcuni condomini allevano volatili nelle autorimesse, causando odori, rumori e rischi igienici e di sicurezza. Le normative antincendio impongono infatti che nelle autorimesse non siano presenti materiali o attività estranee all’uso previsto. In queste situazioni è possibile interpellare ASL e forze dell’ordine affinché intervengano.
L’amministratore ha il compito di mantenere ordine e corretto uso delle parti comuni. Può richiamare i condomini al rispetto delle regole, inserire all’ordine del giorno eventuali sanzioni per comportamenti incivili e informare su come procedere in caso di disturbi gravi o danni, ricordando che le sanzioni condominiali possono arrivare fino a 200 euro (800 in caso di recidiva). Non può però intervenire direttamente contro un singolo condomino se non su segnalazioni documentate.
In sintesi, vivere con un animale in condominio è un diritto garantito, ma richiede attenzione, rispetto delle norme e senso civico. Con regole chiare e comportamenti corretti, la convivenza tra persone e animali può essere serena e ben equilibrata per tutta la comunità.
Ilaria Giustini