Il condominio italiano è oggi un microcosmo di sfide legali, finanziarie e ambientali. Se la Riforma del 2012 ha rappresentato un fondamentale passo avanti, introducendo la necessaria professionalizzazione della figura dell’amministratore tramite la formazione obbligatoria, tredici anni dopo è chiaro che la legge deve evolvere per affrontare una nuova quotidianità. Per discutere delle riforme passate e future, la Direttrice di Benvenuti in Condominio ha intervistato l’Onorevole Augusta Montaruli, vice capo gruppo del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, componente della I Commissione Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e degli Interni, vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Un confronto lucido e approfondito sulla necessità di elevare la figura dell’amministratore, in un’ottica di maggiore trasparenza e collaborazione tra condòmini e professionisti.
Dalle morosità alla Proposta di Legge
“Ho iniziato a interessarmi di condomini partendo dai troppi debiti che molti condòmini hanno registrato e a cui devono fare fronte a causa dei condòmini infedeli e con una situazione debitoria non onorata, oppure a situazioni, seppure minime, di amministratori di condominio infedeli che non facendo bilanci in modo corretto hanno portato a un aumento esponenziale dei debiti”.
I condomini sono obbligati in solido al pagamento e coloro che hanno sempre pagato in modo regolare “si sono trovati all’improvviso a sostenere cifre a tre zeri che, probabilmente, in altri casi non avrebbero contratto come debito se avessero avuto informazioni diverse fin dall’inizio”.
Questo ha portato l’Onorevole Montaruli a intraprendere il percorso nel mondo condominiale: “Questa modifica di legge era già stata inserita in un’altra PdL relativa a una modifica al Codice Civile per cui i condòmini devono essere avvisati direttamente dal fornitore quando sussiste un debito, cosa che oggi avviene solo nei confronti del condomino moroso”.
Insieme ai colleghi Elisabetta Gardini e Marco Osnato, quindi, l’Onorevole Montaruli ha ancora più approfondito questa tematica, per arrivare alla PdL 2692/2025. “Ci siamo concentrati in particolare sulla modifica degli articoli del Codice Civile 1129 e 1130, relativi rispettivamente a nomina e revoca e competenze dell’amministratore, il 1135 e il 1136 dedicati all’assemblea condominiale”.
L’Elenco Nazionale degli Amministratori di Condominio
“Secondo me, il cuore di questa proposta riguarda l’istituzione di un Elenco Nazionale degli Amministratori di Condominio, depositato presso il Ministero del Made in Italy. L’auspicio è creare un meccanismo di garanzia nei confronti dei condomini verso un’ulteriore professionalità dell’amministratore”, ha proseguito la Montaruli, pronta a valutare, insieme agli amministratori stessi, una possibile formazione più approfondita rispetto al corso base di 72 ore che ad oggi consente a un cittadino di diventare amministratore di condominio. “Questa proposta è un sasso che lanciamo per vedere la posizione degli amministratori e raccogliere tutte le loro proposte. Noi dobbiamo trovare il modo di proporre una legge che sia una garanzia sia per i condòmini sia per gli amministratori”.
“L’obbiettivo del legislatore è creare il minor contenzioso possibile, perché questo genera situazioni che esulano dalle questioni condominiali e sfociano anche nel penale, noi dobbiamo cercare di appianare gli animi e per fare questo dobbiamo fare in modo che i condomini confidino nei propri amministratori”.
La casa come luogo in cui stare bene
“La casa dovrebbe essere il luogo in cui ci si sente sicuri, per questo siamo a mettere mano alla materia. Ci sono ancora situazioni irrisolte, i condomini sono diventati più grandi nel corso del tempo e di conseguenza sono state lanciate nuove sfide. Il punto di partenza deve essere calarci insieme a condomini e amministratori nella realtà attuale e quella che potrà essere in futuro. Anche questa è una fase di transizione, si sta cambiando il modo di vivere, si avverte una disaffezione rispetto ai grandi condomini che si sono sviluppati fino ad oggi, complice anche la pandemia, ci si sta spostando verso le periferie intese come le zone extraurbane, con condomini più piccoli. Da qui l’esigenza di creare figure professionali che siano riconosciute dal pensiero comune, noi vogliamo dare dignità questa professione che poi si riflette nella gestione corretta dei condomini. Per questo motivo, siamo aperti a qualsiasi idea proposta o spunto di riflessione che possa arrivarci dagli amministratori”, ha concluso l’Onorevole Montaruli, con una importante dimostrazione di come la legislatura sia pronta a collaborare e accogliere suggerimenti e consigli da chi più di tutti può comprendere al meglio le esigenze di un settore così complesso e, al tempo stesso, “umano” come quello condominiale.
Giulia Nicora