In Italia, la trasformazione di spazi comuni (ex portinerie, androni) in biblioteche condominiali è una realtà in crescita, con oltre 300 progetti all’attivo. Nati soprattutto da un bisogno di condividere e rendere la cultura accessibile a tutti e con estrema facilità.
Aprendo solo la porta della propria casa.
Come si sviluppa il progetto?
Fautrici di quest’idea sono state soprattutto le sinergie tra condomini ed amministratori spinte dalla voglia di rendere ancora più accogliente lo spazio comune delle abitazioni.
Effettivamente, la messa in atto non richiede uno sforzo ed un dispiego di mezzi imponente: bastano libri, sedie, un tavolino e magari un piccolo divano.
Usati, donati o acquistati: molteplici possono essere le modalità di approvvigionamento.
Questo tipo di iniziative trasformano portinerie in luoghi interessanti per scambio libri e caratterizzati da una socialità viva e partecipe.
Alcuni esempi sparsi in Italia.
La città di Milano risulta essere la capofila con oltre 12 biblioteche attive.
Esempi noti includono la Biblioteca di Condominio Aler “Falcone e Borsellino” in via Giulio Belinzaghi 11 (zona Maciachini), la storica biblioteca di via Rembrandt 12, e quella situata nella ex portineria di via Giovio 24.
Si includono anche Varese, Torino e Bolzano, portando l’esperienza del bookcrossing condominiale in oltre 300 edifici.
Un esempio notevole al Sud è il parco condominiale di Poggiofranco (Parco Domingo), che ha trasformato spazi comuni in sala lettura.
Queste biblioteche offrono spesso libri gratuiti, scambi tra vicini e, in casi come Biblio in Condominio, utilizzano App dedicate per la gestione dei prestiti.
La cultura, sempre e dovunque, a portata di mano.
Maria Francesca Nicolò