Si avvicina febbraio ed è di nuovo tempo di festeggiamenti. A Varese, il Carnevale non è solo una festa di maschere, ma un momento in cui la città si riappropria delle sue radici attraverso il Carnevale Bosino. Una tradizione secolare e particolarmente sentita che raccoglie un folto pubblico da ogni parte della provincia ma non solo. Il fulcro della celebrazione è la consegna delle chiavi della città dal Sindaco al Re Bosino, il sovrano burlone che regna durante la settimana di festa.
In questo periodo goliardico, il primo cittadino cede il posto al suo alter ego grottesco e burlone.
Quest’ ultimo viene accompagnato dalla fidata compagna Marietta ed apre il corteo di carri allegorici che anima le vie del centro.
Imperdibile è il rito del discorso bosino, recitato rigorosamente in dialetto, che mette alla berlina i fatti e i personaggi della politica locale con ironia e rime pungenti.
A tavola!
Il Carnevale, nella Città Giardino, non è solo festa, ma sbeffeggiamento degli accadimenti recenti, quasi a voler accaparrarsi una buona sorte futura. Tutte le leggi, in questo periodo, sono invertite e ruoli, funzioni, doveri completamente ribaltati.
A tavola, il Carnevale varesino segue le robuste tradizioni invernali lombarde, con piatti sostanziosi e i classici dolci fritti. Domina la Cassoeula, spesso arricchita con i verzini (salamini di maiale), e i Brüscitt (carne di manzo tritata al coltello e sfumata con vino rosso), serviti con la polenta. Le protagoniste assolute sono le Chiacchiere (chiamate anche gale o lattughe), sfoglie croccanti fritte o al forno e spolverate di zucchero a velo.
Non mancano mai i Tortelli di Carnevale, soffici frittelle vuote o farcite con crema.
In alcune zone del varesotto si trova ancora il Pan Meino (pan de mej), un dolce a base di farina di mais storicamente legato alle feste popolari.
La sfilata
Il momento clou del Carnevale Bosino 2026 a Varese è la grande sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati.
Festa e condivisione sono i sentimenti permeanti del Carnevale, che danno vita a tanti eventi festosi e ricchi di gioia: manifestazioni che possono essere anche momento di partecipazione per la più raccolta comunità condominiale.
Canti, travestimenti ed eventi conviviali possono rappresentare una preziosa occasione di conoscenza e gioia. Non solo nei luoghi pubblici, ma anche nel privato.
Molte tradizioni che, ai giorni nostri si sono tramutate in eventi collettivi, sono nate tra le mura di casa e in comunità raccolte ed intime. A partire dai pranzi nei giorni di festa, che si svolgevano in spazi comuni e a cui tutti partecipavano, dando un piccolo supporto o aiuto.
Le ricorrenze possono rientrare in una dimensione condominiale, creando una rete umana sinergica ed unita, donando quel senso di comunità che tanto sembra mancare in questi tempi.
Una comunità che parte dal pianerottolo di casa, ad una manciata di metri dalla nostra porta.
Non solo a Carnevale, ma in qualsiasi altra festa.
Maria Francesca Nicolò