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Casa, fisco e condominio: nel 2025 detrarre si può, ma serve farlo bene

“Il successo è la somma di piccoli sforzi, ripetuti giorno dopo giorno.”
— Robert Collier

Parlare di bonus edilizi nel 2025 significa entrare in un campo ancora attivo, ma con confini sempre più definiti e regole che non lasciano spazio all’improvvisazione. Lo chiarisce bene la recente Circolare n. 8/E del 19 giugno 2025, con cui l’Agenzia delle Entrate ha fatto il punto sulle agevolazioni in vigore e sui comportamenti richiesti a chi – proprietari, usufruttuari, inquilini – intende accedervi. Le detrazioni fiscali per interventi sulle parti comuni del condominio restano pienamente operative, a patto però che siano rispettati alcuni requisiti essenziali: la spesa deve essere tracciabile, effettuata tramite bonifico parlante, riferibile a interventi agevolabili e correttamente certificata, anche ai fini delle comunicazioni fiscali.

Uno dei passaggi chiave della circolare riguarda proprio il diritto alla detrazione da parte degli usufruttuari e di altri soggetti diversi dal proprietario, confermando che, in presenza di un titolo idoneo (usufrutto, comodato, contratto di locazione registrato) e a fronte del pagamento effettivo della spesa, il beneficio fiscale spetta anche a loro, indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile (circ. 8/E/2025, § 1.1.1).

Ma se la normativa sembra ormai consolidata, la vera sfida resta nella gestione. E qui entra in gioco il ruolo centrale dell’amministratore di condominio, figura sempre più esposta tra fiscalità e cantiere. Non basta infatti che i lavori siano eseguiti correttamente: devono essere deliberati in assemblea con la giusta maggioranza, contabilizzati secondo regole precise e rendicontati con puntualità. Il flusso documentale – dalla fattura alla certificazione da trasmettere all’Agenzia – deve essere completo, ordinato e coerente, perché la detrazione non è un automatismo, ma una possibilità che si consolida solo con la corretta gestione del procedimento.

L’amministratore è anche il primo garante della trasparenza in cantiere: sua è la responsabilità di coordinare le imprese, verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza, gestire i rapporti con i tecnici e – punto delicatissimo – selezionare appaltatori affidabili e fiscalmente regolari. Il bonus edilizio, infatti, si può perdere anche per una semplice irregolarità contributiva dell’impresa incaricata. E non è tutto: la circolare 8/E sottolinea l’importanza delle comunicazioni annuali all’Agenzia delle Entrate, da effettuarsi nei tempi previsti e con le modalità corrette. Un invio tardivo o sbagliato può compromettere la fruibilità della detrazione per tutti i condòmini.

In un momento in cui la platea degli incentivi si restringe e la normativa si stabilizza, diventa evidente che il risparmio fiscale non passa più solo dalla misura disponibile, ma dalla qualità della gestione. I condomìni più virtuosi sono quelli in cui i condòmini sono informati e partecipi, e dove l’amministratore riesce a fare da ponte tra assemblea, fisco e cantiere. Detrarre nel 2025 si può, ma farlo bene – oggi più che mai – è una responsabilità condivisa che inizia molto prima della dichiarazione dei redditi e si costruisce giorno dopo giorno, atto dopo atto.

Dott.Gianluca Carullo

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