Arriva la primavera, e tutto sembra cambiare, mutando forma e illuminandosi di una luce nuova. Inizialmente quasi impercettibile, per poi definirsi chiaramente nella quotidianità. Verso la fine di gennaio, il tardo pomeriggio appare sempre meno buio salvo poi ritrovarsi a marzo con il sole e i suoi colori unici che scaldano l’aria e il cuore.
Anche le case e le persone sembrano vivere e percepire questi momenti, spinti anche dalla mutazione della stagione e dal protrarsi delle giornate. Si sa, l’essere umano ha bisogno di percepire il calore e l’emozione che ne scaturisce è una sorta di ritrovata vitalità. Ed accade davvero qualcosa di unico, che non succede in nessun periodo dell’anno.
In ogni cittadina regna l’enfasi per il nuovo inizio e anche il condominio non è assolutamente esonerato dal sentimento: d’altra parte, esso rappresenta la prima vera forma di comunità.
Sono momenti di grandi progetti, lavori, ristrutturazione e rifacimenti totali
Stravolgimenti di cui tutti sono e debbono essere partecipi, anche per sentirsi parte di un bene comune. Troppo spesso si danno per scontati luoghi che attraversiamo ogni giorno e si trovano praticamente oltre la porta di casa.
Fare parte di questa ondata rinnovatrice può fornire anche una valida riflessione per mettersi in gioco ed iniziare a progettare nuovi spazi e allestimenti. Dai semplici androni, fino agli ingressi e le aree verdi.
Grazie ad una sinergia comunitaria il lavoro che, apparentemente può sembrare titanico, diventa occasione di svago e divertimento di tutti. Momento in cui tutti possono contribuire secondo loro capacità e competenze.
La comunità si risveglia tutta assieme, spinta da un solo grande scopo
Affinché il senso della primavera possa diventare davvero qualcosa da vivere per tutti, anche nei condomini. Un modo per conoscersi, ritrovarsi e migliorare la realtà, più o meno piccola in cui abitiamo.
Nella cultura, poi, sarebbe davvero occasione per rimescolare le carte ed abbandonarsi alle idee nuove e coraggiose. Con un occhio sempre al passato come grande maestro, ma anche pensando che l’essenza stessa della vita muta. Restare fermi ed ancorati alle abitudini, non è mai una scelta saggia e vincente nel tempo per qualsiasi ambito.
Attraverso i semplici confini delle stagioni, spesso diventanti un’abitudine, si possono riscrivere tante cose, soprattutto all’interno del nostro piccolo mondo condominiale. Un macrocosmo di anime, abitudini, desideri e sogni da preservare perché casa. Perché è nostro, perché è il nostro rifugio. Non solo dentro le mura di casa nostra, ma fin dal suo ingresso.
E il rinnovamento è una delle forme più edificanti di riconoscenza verso quel mondo che ci accoglie ogni giorno ad ogni ora: preserviamolo sempre con cura.
Maria Francesca Nicolò