giovedì, 11 giugno 2026

Condividere conviene: il ritorno del vicinato che si aiuta

Chi ha una scala a tre piani? Qualcuno può prestarmi un trapano per il weekend? C’è un carrello per portare su le casse d’acqua?
Domande che, fino a qualche anno fa, si facevano bussando direttamente alla porta accanto. Oggi, si postano in chat condominiali o si lasciano in bacheca. Il risultato, però, è lo stesso: condividere per risparmiare, semplificare e – perché no – conoscersi meglio.

Nel mondo della sharing economy, anche il condominio sta scoprendo il valore della mutualità quotidiana. Un tempo era la normalità. Oggi, in molti edifici, è una pratica in fase di riscoperta.

Oggetti inutilizzati, bisogni comuni

Secondo un sondaggio di Cittadinanzattiva, oltre il 60% degli italiani possiede almeno cinque oggetti che usa meno di una volta all’anno. Dall’altro lato, nel 45% dei condomìni, qualcuno ha dovuto acquistare uno strumento già presente nello stabile, semplicemente perché mancava comunicazione.

La soluzione? Un piccolo gesto: condividere.

Cosa si può condividere in condominio?

Senza dover creare cooperative o complicati regolamenti, molti condomìni stanno iniziando a condividere in modo semplice:

  • Attrezzi da lavoro (trapani, scale, avvitatori, martelli);
  • Oggetti per il tempo libero (libri, giochi da tavolo, tappetini da yoga);
  • Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere portatile, macchina per le etichette, phon da viaggio);
  • Servizi “umani”: babysitting a turni, cura delle piante in vacanza, accompagnamento anziani, aiuto con la spesa.

Come farlo (senza litigare)

Perché la condivisione funzioni, serve un po’ di ordine e qualche buona regola:

  1. Creare una lista condivisa degli oggetti disponibili, cartacea o digitale;
  2. Definire tempi e modalità di utilizzo, con un piccolo “regolamento di cortesia”;
  3. Prevedere un luogo sicuro dove custodire gli oggetti comuni;
  4. Stabilire un canale di comunicazione tra i condomini (gruppo WhatsApp, bacheca, portale online).

Alcuni condomìni hanno anche creato un “armadio degli oggetti condivisi” in cantina o vicino all’ingresso, chiuso con un lucchetto a codice. Più semplice di quanto sembri.

I vantaggi (oltre al risparmio)

  • Meno sprechi: si compra meno, si usa meglio;
  • Più contatti tra vicini, anche tra chi prima non si parlava;
  • Senso di appartenenza rafforzato;
  • Stimolo alla fiducia e alla responsabilità collettiva.

Chi prova, spesso non torna indietro: una scala prestata può aprire la porta a un nuovo tipo di relazione.

Dalla condivisione nasce comunità

In fondo, condividere è uno degli atti più semplici – e rivoluzionari – per trasformare un gruppo di inquilini in una comunità.
In un’epoca che ci spinge a essere sempre più autosufficienti e distanti, un cacciavite prestato può insegnarci quanto è utile (e umano) dipendere un po’ dagli altri.

Hai avviato un esperimento di condivisione nel tuo condominio?
Scrivici a redazione@benvenutiincondominio.it: raccontiamo volentieri le storie di chi trasforma oggetti inutilizzati… in relazioni che funzionano.

Redazione

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