giovedì, 18 giugno 2026

Danilo Gamberoni: le sfide cruciali per l’Amministratore Professionista

gamberoni

«Il rinnovo della fiducia alla guida di AP (Amministratori Professionisti), espresso dall’Assemblea nazionale degli associati, rappresenta per me e per tutto il gruppo dirigente un segnale di importante continuità, ma soprattutto un mandato chiaro». Con queste parole Danilo Gamberoni, Presidente di AP – Associazione Amministratori Professionisti, ha iniziato la nostra intervista.

Amministrare oggi non significa più semplicemente gestire scadenze o mediare piccoli conflitti di vicinato. Il comparto condominiale in Italia è un motore economico gigantesco, capace di muovere tra il 4% e il 5% del PIL nazionale se consideriamo l’intero volume delle utenze e dell’indotto dei fornitori. Eppure, ci troviamo a operare con strumenti normativi stanchi e non più al passo con i tempi.

Se vogliamo davvero tutelare il patrimonio immobiliare e i diritti dei cittadini, dobbiamo tracciare una linea programmatica per il prossimo triennio, focalizzandoci su tre priorità non più rimandabili.

1. Il Registro Unico Nazionale (RUAC) e la Riforma della Legge 220/2012

La riforma del 2012 è nata vecchia e oggi mostra tutti i suoi limiti. Abbiamo la necessità assoluta di rimettere mano ad alcuni articoli chiave del Codice Civile. Il punto di partenza per ridare dignità e tutele alla nostra professione è l’istituzione del Registro Unico Nazionale degli Amministratori.

Il Registro non deve essere una formalità burocratica, ma il minimo comune multiplo per fare pulizia sul mercato, distinguendo chi esercita la professione con standard elevati e certificati da chi opera in modo improvvisato o opaco. Solo partendo da questa centralità potremo interfacciarci con autorevolezza con le forze governative per ottenere tutele reali.

2. Trasparenza e Uniformità Contabile: Verso uno Standard Europeo

Un’altra ferita aperta del nostro comparto è la frammentazione dei criteri contabili, che spesso alimenta un contenzioso infinito nei tribunali. È tempo di riscrivere le regole della contabilità condominiale, imponendo una reale omogeneizzazione dei rendiconti.

«Dobbiamo guardare oltre i confini nazionali – afferma Gamberoni – se all’interno dell’Unione Europea condividiamo la stessa moneta, è logico e necessario iniziare a pensare a modalità di presentazione dei bilanci condominiali comuni e omogenee su base europea. Introdurre regole certe sulla presentazione del rendiconto (entro i 180 giorni) e, di conseguenza, sulla certezza del recupero del credito in favore dei fornitori e dei professionisti, è l’unico modo per garantire stabilità finanziaria ai condomini virtuosi e a chi presta la propria opera nei nostri palazzi».

3. La Direttiva “Case Green” e la Gestione della Transizione Energetica

La scadenza europea per l’efficientamento energetico fissa una data limite che impone una pianificazione immediata. Non possiamo farci trovare impreparati, ma soprattutto non possiamo permettere che si ripeta quanto accaduto con il Superbonus, un’operazione che ha scaricato sulle spalle degli amministratori responsabilità civili e penali sproporzionate a 360 gradi.

I governi e i partner del comparto energetico devono fornirci regole d’ingaggio e ammortizzatori finanziari chiari. Abbiamo bisogno di strumenti operativi lineari (superando la complessità di misure frammentate come l’attuale conto termico) per pianificare la transizione energetica in modo sostenibile, proteggendo la salute finanziaria delle famiglie e la serenità dei professionisti che guidano i lavori.

L’Unione Fa la Forza: Un Appello alla Categoria

Queste sfide non possono essere vinte da sigle isolate o in perenne competizione tra loro. Per questo, fin dal nostro ultimo incontro istituzionale a Roma, abbiamo promosso un dialogo aperto e trasparente con le altre realtà del settore, accogliendo con favore il ritorno al confronto di associazioni storiche come l’ALAC.

Agli amministratori che ogni giorno affrontano la complessa quotidianità dei palazzi, Gamberoni rivolge un appello accorato: non sacrificate mai il tempo dedicato alla formazione. L’aggiornamento costante, lo scambio di competenze e lo studio non sono un peso, ma l’unica vera ancora di salvataggio per una categoria che vuole essere protagonista del futuro e non spettatrice passiva delle riforme.

Guarda qui l’intervista completa a Danilo Gamberoni!

Redazione

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