Quando si tratta l’argomento “infiltrazioni”, non si può fare a meno di parlare delle conseguenze di medio termine che si manifestano all’interno degli spazi adibiti soprattutto ad abitazione, in quanto quelli utilizzati quali ufficio, negozio, etc, sono molto meno a rischio muffa come di seguito vedremo.
Pericolo allagamenti
L’attraversamento dell’involucro di un edificio dell’acqua piovana, proveniente da terrazze, balconi, gronde, canali, o le perdite interne provenienti della rete idrica e fognaria di porzioni di impianti comuni o privati, può causare allagamenti, risolvibili con immediati interventi prossimi alla fonte del problema, ma lo stillicidio da minime quantità imbibiscono murature, solai ed intonaci, creando l’ambiente ideale per la proliferazione delle muffe.
Le primordiali forme di vita sulla terra, tanto utili per degradare il materiale organico trasformandolo in ricco humus per alimentare nuova vita, all’interno degli immobili divengono una sgradevole presenza, che macchia le superfici murarie inquinando l’aria, rendendola maleodorante e ricca di spore capaci di causare fastidiose patologie respiratorie ed allergie di diverso tipo.
Se la causa principale di detti problemi va ricercata nei vizi progettuali e costruttivi, mi è accaduto numerose volte di riscontrare errate abitudini domestiche da parte dei conduttori di alcune abitazioni, che incrementano il grado di umidità, altrettanto responsabile della formazione di muffe.
Le cause della muffa
Ecco elencate di seguito le principali cause della formazione di muffa:
- Eccessiva presenza di piante;
- Asciugatura biancheria su stenditoi interni;
- Cottura prolungata con acqua (pasta, verdure, etc);
- Sovraffollamento rispetto alla superficie utile dell’unità;
- Diversa temperatura degli ambienti (alcuni resi freddi per inutilizzo);
- Frequenti docce o bagni;
- Scarsi se non addirittura inesistenti ricambi d’aria.
Le suddette attività sono più che lecite all’interno di un’abitazione, ma se non si effettuano proporzionati ricambi d’aria con l’esterno, l’alta percentuale di umidità prodotta, causa molti problemi.
L’importanza dell’isolamento
Un capitolo importante, correlato alle muffe “domestiche”, è l’isolamento a cappotto, realizzato recentemente in migliaia di edifici beneficiando degli incentivi 110%.
Quando un fabbricato, per esempio, degli anni 70-90 è stato avvolto con materiale non traspirante come le lastre di polistirene o similari, la traspirabilità delle care vecchie murature, molto disperdenti per loro natura, si annulla.
Se al nuovo strato isolante aggiungiamo la “sigillatura”, ottenuta installando nuovi serramenti, risulta facile comprendere che ogni grammo di umidità prodotta all’interno non potrà mai uscire, rendendo così gli ambienti insalubri.
I migliori interventi di efficientamento energetico sono stati infatti accompagnati da un valido impianto di ricircolo e trattamento dell’aria, oppure installando puntuali ventole in ogni locale che a comando manuale o temporizzato, estraggono l’aria viziata dall’ambiente reintegrandola con aria fresca presa all’esterno.
Marcello Giacomo Di Leo