Oggi, giovedì 16 aprile, il mondo celebra la Giornata Mondiale della Voce. Spesso la consideriamo solo uno strumento meccanico, un mezzo per dare ordini o scambiare informazioni superficiali. Ma per chi, come noi, osserva la vita che pulsa dentro i grandi alveari di cemento e mattoni che chiamiamo condomini, la voce è molto di più: è la firma acustica della nostra esistenza.
In un palazzo, la voce viaggia. Attraversa le intercapedini, risale i vani ascensore, si insinua sotto le porte blindate. C’è la voce cristallina dei bambini che giocano nel cortile, quella roca e saggia dell’anziano al primo piano, quella squillante di chi festeggia un traguardo e quella sommessa di chi confida un segreto sul pianerottolo.
Uno strumento di pace (o di guerra)
In questa giornata speciale, dovremmo riflettere su come usiamo questo dono nel nostro “micromondo” condominiale. La voce può essere un’arma: un grido stizzito per un parcheggio sbagliato o un tono arrogante durante un’assemblea possono incrinare rapporti per anni. Ma la voce è anche il più potente strumento di mediazione. Un “Buongiorno” detto con il tono giusto, una proposta fatta con pacatezza, o quel “Mi scusi per il rumore” che disinnesca ogni tensione.
L’altra faccia della voce: Il Silenzio
Celebrare la voce significa anche onorare il suo opposto: il silenzio. Nel silenzio del riposo pomeridiano o nella quiete della notte, la nostra “voce” si fa da parte per lasciare spazio al rispetto. Rispettare il silenzio degli altri è, paradossalmente, uno dei modi più alti per dare valore alla propria voce quando decidiamo di usarla.
L’invito di oggi
In questo giovedì di aprile, vi invito a un piccolo esperimento sociale tra le mura del vostro palazzo. Provate a usare la voce non per reclamare, ma per connettere. Fate una telefonata a quel vicino che vive solo, o semplicemente usate un tono di voce più morbido nell’incrociare qualcuno sulle scale.
La “voce del condominio” non è il rumore dei tubi o il ronzio degli elettrodomestici. È la somma delle nostre parole, dei nostri saluti e, soprattutto, della nostra capacità di ascoltare ciò che gli altri hanno da dire.
Buona Giornata della Voce a tutti i nostri lettori. Che sia una giornata di armonia, e non solo di suoni.
Giulia Nicora