Oggi vorrei analizzare uno degli aspetti su cui non ci addentra mai a dovere e con attenzione: l’educazione.
Un tema molto scomodo, tacciato e considerato fuori moda.
Troppo spesso, soprattutto sui social, si pensa che una tastiera garantisca l’anonimato e la libertà sconsiderata di dire ogni cosa. Ritengo, dato non siamo più agli albori dell’era digitale, sia assolutamente necessario porre attenzione ed esigere che vengano redatti codici di condotta. Dovrebbe essere apposta una legislazione a dovere e una vigilanza costante che garantisca la punibilità di commette reati online.
La maleducazione non deve avere sconti in ogni dove.
Commenti, post inferociti e manie di protagonismo imperversano mostruosamente. Spesso i contenuti condivisi non sono nemmeno vagliati o revisionati, creando diversi danni. Non ci accorge che un post o un commento, anche se prontamente cancellato, può essere comunque visibile altrove con diversi strumenti che ben tutti conosciamo.
Lo schermo di un pc non garantisce più, fortunatamente, l’anonimato.
Nel gruppo Facebook de “La Varese Nascosta”, oltre a foraggiare cultura, beneficenza, sport e molto altro legato al territorio varesino si è sempre attenti a mantenere un clima di condivisione e rispetto reciproco. Il rispetto è ossigeno e cuore pulsante dell’essenza stessa del gruppo.
Su ogni tipo di argomento vi è la massima libertà di espressione purché venga espressa in modo pacato e educato.
Nessun membro, per quanto competente e preparato, potrà mai prevaricare sull’altro.
Le competenze, le esperienze e la professionalità sono un bene al servizio della collettività. E vi assicuro che il lavoro è tutt’altro che facile. Mantenere un clima civile con un gruppo di oltre 20000 iscritti è un compito anche scomodo, ma assolutamente necessario per portare mantenere vivo un progetto tanto prezioso e importante.
La cui visione è di far conoscere il territorio, la storia e le sue infinite peculiarità.
Vi confesso che è spesso molto difficile interfacciarsi con alcuni membri che mantengono comportamenti ineducati e supponenti, ma un fortissimo ed importante lavoro di squadra è stato fondamentale.
Grazie a tutto il team che vede coinvolti giornalisti, scrittori e professionisti del settore si riesce sempre a mantenere un clima proattivo e propositivo. È un piacere raccogliere feedback di utenti contenti di trovarsi un luogo tranquillo e dove i toni sono sempre pacati e cortesi.
Nonostante le diverse difficoltà, l’educazione è sempre un valore aggiunto da tenere in profonda considerazione.
Elemento che non dovrebbe mai venire meno e requisito indispensabile affinché una società possa definirsi civile.
Ritengo dunque che questo esempio possa essere perfettamente replicato all’interno della stessa comunità condominiale.
La casa di tutti, ma troppo frequentemente considerata il luogo di nessuno. Posto dove gli spazi comuni sono luoghi deputati all’abbandono e alla maleducazione.
In tal senso una sinergia di vicinato rappresenterebbe la strategia vincente per uscire da quell’indifferenza che si riserva alle aree comuni. Uniti per mantenere vivo e decoroso il posto in cui si abita.
Le aree di intervento potrebbero interessare non solo le parti comuni, ma anche alcuni luoghi chiave della vita condominiale.
Dall’area giardino, ai garage, ai locali spazzatura. E non parlo di un luogo ideale ma di una sinergia che coinvolga tutti, indistintamente.
Creare un posto migliore è sempre possibile, basta uscire ed affacciarsi sul pianerottolo e iniziare a considerarlo come casa nostra.
Maria Francesca Nicolò