Ereditare un’abitazione rimasta chiusa e inutilizzata per molti anni è una situazione piuttosto frequente, soprattutto quando si tratta della casa dei genitori. Nel momento in cui il figlio erede si trova a dover decidere se andarci ad abitare o metterla in vendita, è fondamentale seguire alcuni passaggi chiave per evitare errori, perdite di tempo o costi imprevisti.
Prime verifiche
La prima azione da intraprendere riguarda la verifica documentale. Occorre accertarsi che la successione sia stata correttamente presentata e che l’immobile risulti intestato all’erede. È altrettanto importante controllare la conformità catastale e urbanistica: planimetrie non aggiornate, modifiche interne non dichiarate o irregolarità edilizie possono diventare un serio ostacolo, soprattutto in caso di vendita.
Un secondo passaggio fondamentale è la valutazione dello stato dell’immobile. Una casa rimasta chiusa per 5 o 6 anni può presentare criticità non immediatamente visibili: impianti obsoleti, problemi di umidità, infiltrazioni, infissi deteriorati. Un sopralluogo tecnico consente di capire quali interventi siano necessari e di stimarne i costi, informazioni indispensabili per decidere come procedere.
Le spese di casa
Va poi considerato l’aspetto fiscale ed economico. Dal momento dell’accettazione dell’eredità, l’immobile comporta spese: IMU, Tari, eventuali arretrati condominiali e costi di manutenzione. Avere subito un quadro chiaro aiuta a valutare la reale sostenibilità del mantenimento della casa.
Se l’intenzione è abitare l’immobile, sarà spesso necessario adeguarlo alle normative attuali e alle proprie esigenze. Se invece si sceglie di venderlo, una corretta valorizzazione è determinante: ordine, pulizia e piccoli interventi mirati possono incidere positivamente sul prezzo e sui tempi di vendita.
In entrambi i casi, il supporto di professionisti qualificati permette di trasformare un’eredità complessa in una scelta consapevole e vantaggiosa.
Davide Calabrese