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Fauglia riscopre il condominio: sei pensionati tra appartamenti e attività condivise

Immaginate un vecchio casale in Toscana, sei appartamenti di recente costruzione, un cortile comune con orto condiviso, una sala relax con camino e un angolo pilates: questa è Villa Pieri a Fauglia, un progetto di cohousing destinato a pensionati facoltosi che cercano qualcosa di più del semplice alloggio. Non una residenza assistita, ma un luogo dove le scelte si condividono, dove il tempo è prezioso e la convivenza è una ricchezza. È da questa esperienza che voglio partire per raccontare come anche il condomìnio medio possa trasformarsi in una comunità vivace, responsabile e sostenibile.

Un esperimento con radici antiche

Il cohousing – parola che suona avveniristica ma ha radici profonde – è l’idea di vivere insieme senza rinunciare all’indipendenza. Sei famiglie, tutte in pensione, hanno firmato un contratto che non è solo immobiliare, ma anche sociale: ogni decisione sugli spazi comuni viene presa insieme, e ogni contributo è volontario ma concreto. Il giardinaggio, il pranzo della domenica, il car sharing interno sono idee nate con naturalezza, grazie al buon senso e al rispetto reciproco.

Cosa può insegnare a un condominio italiano

In ogni realtà condominiale, anche la più ordinaria, convivono potenzialità inespresse: un corridoio inutilizzato, un cortile che potrebbe diventare un punto di incontro, una sala comune usata solo per le assemblee. La lezione di Fauglia è che specie tra adulti più maturi, si può creare valore sociale replicando quel modello. Basta una volontà condivisa.

  1. Decidere insieme gli spazi comuni. Non solo conservarli, ma attivarli: due scale per piano? Una destinata a un mini orto, l’altra ai giochi dei bambini o a una piccola palestra.
  2. Costruire un patto di partecipazione. In condominio si paga già un contributo volontario: che diventi una forma di condivisione attiva, programmata nelle assemblee, con chi stira membro per membro chi-cucina cosa.
  3. Creare servizi piccoli e utili. Un lavanderia, uno scivolo per pacchi, un armadietto bici. Servizi che in molti condomini sono inutilizzati o usati male.

Risparmi, sostenibilità e comunità

Nei condomini ordinari il tema del risparmio è spesso relegato alla scelta delle ditte. A Fauglia, il risparmio è anche socialità: chi cucina per tutti, abbassa la spesa. Chi usa l’orto, riduce il costo alimentare. Chi decide di scambiarsi servizi, risparmia tempo e fatica. Il condominio diventa un mini-sistema autosufficiente, che vive con più dignità e meno spreco.

Ma come si parte

  1. Convocare un’assemblea dedicata ai “servizi in comune”.
    Non è un motivo formale, ma un’occasione per proporre idee: serate a tema, orto, condivisione di strumenti e mezzi (es. bici elettriche condominiali).
  2. Fare una piccola sondaggio tra i condomini.
    Cosa piacerebbe fare? Chi vorrebbe partecipare?
  3. Stabilire un fondo comune opzionale.
    Con piccoli contributi volontari mensili si costituisce un fondo per organizzare gli spazi (pulizie, eventi, manutenzioni minori).
  4. Delegare ruoli.
    Come a Fauglia, dove ogni condomino può diventare “referente orto”, “referente social” o “referente pulizie”.

L’immobiliare che diventa esperienza

Sul mercato immobiliare italiano, si vende reddito. Ma quando un condominio sviluppa coesione, si vende esperienza abitativa, non solo metri quadri. Villa Pieri è un ottimo esempio: subito riconosciuta come luogo attrattivo perché offre qualcosa in più. Anche nel condominio medio, un atteggiamento comunitario può aumentare il senso di appartenenza, abbassare l’abbandono (porte chiuse e scale spente), creare bellezza.

Conclusione: il valor condominiale

Villa Pieri non è utopia. È esempio di come si possa vivere in modo dignitoso, attivo, sorvegliato (i servizi esistono), liberato (di certe fatiche) e divertente (il tempo è un valore). In molti condomini italiani, oggi, c’è il desiderio di comunità senza idea su come costruirla. Basta accendere la luce: un orto condiviso diventa luogo di scambio; un gruppo WhatsApp diventa bacheca partecipata; una piccola assemblea diventa progetto; la volontà diventa vita comune.

Sei appartamenti, spazi comuni, pensionati attivi: la rivoluzione di Fauglia è cominciata. E può cominciare anche da te. In fondo, l’abitare condiviso non è mai stato così necessario.

Redazione

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