Cari Condomini,
benvenuti a Febbraio, il mese più corto dell’anno ma, paradossalmente, quello che mette più a dura prova la nostra pazienza e i nostri nervi acustici. Gennaio è scivolato via tra i buoni propositi (quelli di andare in palestra e quelli di non lamentarsi più del rumore dei tacchi della signora del quarto piano), e ora ci ritroviamo in quel limbo temporale sospeso tra il romanticismo di San Valentino e l’assedio mediatico di Sanremo.
Febbraio, in condominio, è un mese di contrasti feroci.
Da una parte c’è l’amore. San Valentino bussa ai nostri citofoni con una sfilata di corrieri carichi di rose a stelo lungo e pacchetti a forma di cuore. È il momento in cui i pianerottoli profumano di dopobarba e profumi costosi, e in cui cerchiamo di essere tutti un po’ più gentili. In fondo, l’amore è anche questo: non fare una scenata se il vicino di casa ha deciso di cenare a lume di candela con della musica jazz un po’ troppo alta.
Ma non facciamoci illusioni, perché dietro l’angolo ci sono le “Cinque Giornate di Sanremo”.
Nessun regolamento condominiale potrà mai proteggervi dall’inquilino che decide di guardare il Festival a volume “Arena di Verona”. Prepariamoci a sentire le stesse canzoni replicate in stereofonia attraverso i muri: la versione originale dal televisore del vicino di destra, e il commento (spesso non richiesto) del vicino di sinistra. In questa settimana, la democrazia del telecomando sospende ogni altra attività. Non si discute di bilanci o di tinteggiatura delle scale; si discute se quel cantante fosse stonato o se il look della terza serata fosse appropriato.
Eppure, tra una rosa e un acuto, Febbraio ci ricorda che la vita in comune è fatta proprio di questi riti collettivi. Che sia il profumo di un mazzo di fiori lasciato nell’androne o il coro improvvisato sulle note dell’ultimo successo pop che rimbomba nella chiostrina, siamo tutti parte dello stesso spartito.
In questo numero troverete consigli su come sopravvivere alle “serate musicali” senza chiamare i Carabinieri, qualche ricetta per cene romantiche (a prova di odori molesti per i vicini) e, purtroppo, un approfondimento sulle ultime bollette del gas, perché anche se c’è l’amore e c’è la musica, il riscaldamento va pagato.
Buon Febbraio a tutti e che il miglior vicino (o la miglior canzone) vinca.
Giulia Nicora