Con la fine delle principali detrazioni fiscali legate alla riqualificazione energetica e strutturale degli edifici condominiali – tra cui il Superbonus e altre agevolazioni – si apre una fase di profonda incertezza per milioni di cittadini italiani. In particolare, per le famiglie che vivono in condomìni vetusti, spesso privi dei requisiti minimi di sicurezza e efficienza energetica, viene meno uno strumento fondamentale per garantire il diritto a un’abitazione dignitosa, sicura e sostenibile.
Dal 2021 al 2023 il meccanismo del Superbonus (Super Ecobonus + Super Sismabonus) ha attivato 89 miliardi di euro di spesa in investimenti certificati dall’ENEA, con 403.000 edifici coinvolti nei vari interventi strutturali ed energetici.
Nel 2022 gli interventi effettuati grazie a Ecobonus, bonus casa e Superbonus hanno portato a un risparmio energetico di 1,363 Mtep, cifra che rappresenta il 54,3% dei risparmi attesi secondo la traiettoria fissata dal PNIEC per quell’anno.
Secondo dati più recenti, al marzo 2024 il valore totale degli investimenti ammessi a detrazione tramite Superbonus è stato pari a 117,2 miliardi di euro, con 494.406 edifici interessati. Di questi, 78,6 miliardi sono riferiti a condomìni.
Sempre sui condomìni, l’investimento medio per interventi ammessi a detrazione era di circa 593.580 euro a condominio.
In termini di impatto economico e ambientale, lo studio di Gabetti su un campione di condomìni che hanno usufruito del Superbonus segnala una riduzione del fabbisogno energetico del 54% e delle emissioni di CO₂ del 53%.
Tuttavia, nonostante queste cifre importanti, la portata complessiva rispetto al patrimonio edilizio nazionale resta moderata: i condomìni sono circa 1,2 milioni in Italia, in cui vivono circa 14 milioni di persone; con il Superbonus sono stati riqualificati in 4 anni circa 132.492 condomìni, ossia poco più dell’11% del totale condominiale, e appena il 4% degli edifici residenziali complessivi.
Questi numeri mostrano due aspetti fondamentali:
- Grande efficacia quando la misura è utilizzata: gli interventi realizzati hanno portato a risparmi energetici, miglioramento della sicurezza, salti di classe energetica e contenimento delle emissioni. Tuttavia, per molte famiglie la barriera rimane l’investimento iniziale, il rischio normativo, la complessità burocratica.
- Copertura non sufficiente del bisogno: solo una frazione del patrimonio edilizio italiano è stata effettivamente interessata da tali interventi, nonostante la necessità sia molto più ampia, specie nei condomìni multipiano costruiti decenni fa, con carenze strutturali, impianti non a norma, isolamento termico praticamente assente.
Alla luce dei dati, l’abolizione o la riduzione delle detrazioni – o il mancato rinnovo – rischiano di lasciare fuori migliaia di condomìni che non riusciranno a deliberare interventi, anche urgenti, per ragioni economiche; aumentare il rischio di degrado e pericolosità degli edifici, con costi superiori se si interviene troppo tardi; rallentare la transizione energetica, con effetti negativi per gli obiettivi climatici che l’Italia e l’Unione Europea si sono posti.
In qualità di Presidente ANAPIC chiedo al Governo e al Parlamento:
- una proroga strutturata delle detrazioni fiscali per la riqualificazione dei condomìni, almeno per quegli edifici che presentano condizioni di rischio strutturale o inefficienza energetica grave;
- che tale proroga includa una semplificazione normativa e procedurale, per ridurre burocrazia, tempi e incertezze, rendendo possibile deliberare anche solo la messa in sicurezza degli stabili;
- che si riconosca il principio che queste detrazioni non sono un favore, ma uno strumento di tutela sociale ed ambientale, fondamentale per le famiglie, specialmente quelle a basso o medio reddito;
- che il Parlamento valuti l’effetto sociale ed economico dei dati presenti — in particolare il fatto che solo circa l’11% dei condomìni sono stati fino ad ora riqualificati con il Superbonus — nel decidere se e come prorogare tali misure.
Le famiglie italiane meritano strumenti concreti per migliorare la sicurezza e la qualità delle proprie abitazioni. Una proroga ora non è un costo, ma un investimento per preservare decine di migliaia di edifici, ridurre consumi, garantire sicurezza e dare fiato alle comunità.
Lucia Rizzi
Presidente ANAPIC – Associazione Nazionale Amministratori Professionisti di Immobili e Condomini