Immaginate un condominio dove le linee rette sono bandite, i pavimenti ondeggiano come onde del mare e dagli spigoli delle finestre spuntano alberi rigogliosi. No, non si tratta di un film fantasy, ma della realtà di Hundertwasserhaus, uno dei complessi residenziali più iconici di Vienna, situato nel quartiere di Landstraße.
Progettata nei primi anni ’80 dall’eclettico artista e architetto Friedensreich Hundertwasser con la collaborazione dell’architetto Josef Krawina, questa struttura non è solo un trionfo di colori e forme asimmetriche, ma rappresenta un manifesto vivente di come la creatività possa trasformare un grigio condominio in un’oasi di condivisione e benessere psicofisico.
Nel panorama dell’architettura moderna, spesso dominato da cemento armato e geometrie rigide che isolano gli individui, questo complesso ha risposto attraverso una filosofia dirompente ed innovativa: la casa deve adattarsi all’uomo, non il contrario.
Il cuore di questa straordinaria visione risiede in due concetti innovativi quali il diritto di finestra e la natura come coinquilina.
Ma in cosa consistono?
Hundertwasser teorizzava che ogni inquilino avesse il diritto di affacciarsi e, fin dove arrivava il suo braccio, colorare o decorare la facciata esterna intorno alla propria finestra. Grazie a questo concetto, la creatività individuale non viene in alcun modo repressa o frenata per mantenere un decoro finto e standardizzato, ma celebrata come un dono visivo per l’intera comunità.
Inoltre, con più di 250 alberi e arbusti integrati sui terrazzi e sui tetti, l’edificio restituisce alla terra lo spazio che le ha sottratto. Gli alberi, definiti dall’artista inquilini arborei, purificano l’aria e regalano ombra, migliorando il microclima per tutti i residenti.
La struttura è stata concepita per stimolare la condivisione, il dialogo e la nascita di una vera comunità attraverso spazi pensati per essere vissuti insieme.
Spazi di condivisione
Sono presenti terrazze pensili, sale pensili e persino caffetterie e spazi d’incontro.
I pavimenti volutamente irregolari del complesso, inoltre, non sono un capriccio estetico, in quanto camminare su superfici ondulate costringe a ritrovare l’equilibrio, a rallentare il passo e a guardarsi intorno, favorendo un approccio più umano e consapevole al tempo e allo spazio comunitario.
La Hundertwasserhaus ci insegna che l’arte e la creatività non devono essere relegate nei musei, bensì permeare la nostra quotidianità. Nel momento in cui la bellezza viene condivisa e la progettazione architettonica mette al centro la felicità emotiva delle persone, i vicini di casa smettono di essere estranei e diventano custodi di un ecosistema comune.
In un’epoca in cui le città rischiano l’alienazione, questo gioiello viennese brilla come un promemoria luminoso: la creatività non è un lusso estetico, ma lo strumento più potente che abbiamo per guarire l’abitare moderno, rendendo unica e straordinaria una realtà quotidiana come il condominio.
Maria Francesca Nicolò