Non tutte le città hanno un presenza importante di gabbiani, ma a nessuno può certamente passare inosservato che nel caso ci fosse un nido di gabbiani sul tetto condominiale, nido che in genere viene organizzato da questo volatile durante la primavera, successivamente, sino almeno luglio inoltrato e per un lungo raggio tutto attorno, si assisterà a veri e propri
problemi di vivibilità dei lastrici solari e delle terrazze all’ultimo piano.
Ma i nidi dei gabbiani non si possono toccare, il volatile rientra fra le specie protette della fauna selvatica, al riguardo c’è sia un direttiva europea che una legge nazionale italiana. La tutela dei gabbiani, in particolare durante il periodo riproduttivo e di nidificazione, implica una serie di divieti e obblighi:
- Divieto di distruzione dei nidi e delle uova: la legge vieta esplicitamente di distruggere o danneggiare deliberatamente i nidi e le uova dei gabbiani, la violazione di questa norma può costituire un reato.
- Divieto di cattura e uccisione: non è consentito catturare, uccidere o danneggiare i gabbiani, compresi i pulcini.
- Periodo di nidificazione: gli interventi di manutenzione dei tetti dovrebbero essere evitati durante il periodo riproduttivo dei gabbiani, proprio per non arrecare danno ai nidi e ai pulcini.
L’ultimo punto, in particolare, ci richiama all’attenzione per tre motivi:
1) il periodo di nidificazione è poi svezzamento dei pulcini riguarda proprio il periodo che si desidera sfruttare gli spazi esterni
2) è proprio durante le stagioni meno piovose che si tende a fare sopralluoghi e interventi sui tetti e i lastrici solari
3) i gabbiani presidiano non solo il nido ma l’intera zona attorno, quindi anche se non ci si trovasse in prossimità del nido, si verrebbe ugualmente attaccati e questo attacco, potrebbe essere repentino oppure con preavviso.
Inteso che quando ci sia un presidio di anche solo due gabbiani sul tetto si debba dare per scontata la presenza di un nido e prestare grande attenzione, e inteso, che si può essere attaccati in picchiata, all’improvviso, rischiando di essere pesantemente feriti oppure con preavviso, ovvero attraverso un richiamo di altri gabbiani e un vero e proprio accerchiamento
minaccioso che si canalizza dall’alto verso il basso, vediamo come fare in modo che l’anno successivo non si abbia più questo problema.
I gabbiani ogni anno tendono a rifare il nido nei soliti posti quindi se un tetto un anno è stato sede di nido, l’anno successivo con tutta probabilità lo sarà di nuovo. L’azione da svolgere è quindi preventiva, ovvero, fare in modo che da metà marzo sino a metà maggio almeno, quel tetto non risulti un luogo appropriato.
Chi sorvola i tetti con i droni da ispezione, come la sottoscritta scrivente, ha da tempo analizzato più strategie, parlando anche con gli amministratori condominiali e alla fine, non ci sono ultrasuoni o palloncini o spaventapasseri che tengano, ci vuole un’azione preventiva e ci vogliono una o due aste flessibili di almeno 3 metri con la sagoma di un gufo reale da un
parte e di un corvo dall’altra. Infatti queste soluzioni esistono in commercio!
Sara Janececk