Per tutti i varesini, rappresenta sia una tra le tappe immancabili del fine settimana che una ferita al cuore.
Il Politeama di Varese, inaugurato originariamente come teatro, ha una storia ricca di trasformazioni e mutamenti, passando da luogo di spettacolo a sala cinematografica, ed è attualmente al centro di un progetto di riqualificazione.
Vide la luce nel 1892 come un’elegante sala affacciata su Piazza XX Settembre: uno dei punti nevralgici del centro cittadino, a pochi passi dalle stazioni e dalla centrale piazza Monte Grappa. Quest’ultima considerata salotto buono della città.
Inizialmente, ospitava spettacoli teatrali e concerti e fu tra i primi luoghi a Varese a proiettare film. Già fin dall’inaugurazione la struttura si proponeva come un centro culturale innovativo e poliedrico dove tutti i cittadini potevano riunirsi ed assistere non solo alle proiezioni, ma anche partecipare ad ogni tipo di evento musicale.
Infatti, nel corso della sua esistenza, l‘edificio ha subito diverse metamorfosi riflettendo i cambiamenti sociali e culturali di quasi due secoli.
Testimone di tanti sconvolgimenti e innovazioni, di ben due conflitti mondiali ma soprattutto di una città che si è sempre di più andata evolvendo.
L’edificio ha funzionato per decenni come cinema-teatro accogliendo migliaia di visitatori, prima di chiudere i battenti, rimanendo in stato di abbandono per quasi otto anni prima che si delineasse un progetto di recupero.
Negli ultimi anni, il destino dell’ex cinema Politeama è diventato un punto focale per l’amministrazione comunale di Varese, che intende farlo tornare agli antichi splendori di un tempo.
Il Comune di Varese e la Fondazione Molina, infatti, hanno lavorato a un accordo per il recupero e la riqualificazione della struttura: nel 2025 è stato approvato il progetto definitivo per la ristrutturazione, che prevede altresì un’ampia riqualificazione dell’intera area.
Perché con la chiusura dell’edificio e quello di alcune attività commerciali allocate in prossimità di esso, si è assistito ad un lento deperimento di quella che un tempo era una delle piazze principali.
Questa rinascita è vissuta come un momento storico importantissimo per Varese in quanto il rinnovato teatro avrà al suo interno piani che includono non solo spazi per spettacoli, ma anche cinema, aree sociali e un grande bar.
L’obiettivo è soprattutto quello di farlo rinascere come centro culturale.
Tutto fa ben sperare in una ripartenza grandiosa e straordinaria e noi de “La Varese Nascosta” non staremo a guardare.
Da sempre, il nostro cuore è rivolto alla città e alla provincia che amiamo.
Tuttavia, analizzandone la storia, non si può fare a meno di compiere un parallelismo con quanto accade nei nostri condomini. Abbiamo a disposizione film in anteprima assoluta e con una velocità incredibile rispetto alle uscite in sala, alla portata di tutti e per tutti. Talmente disponibili da non avere nemmeno la necessità di essere condivise.
E questo, se da una parte è un forte segnale di una sempre più capillare globalizzazione dall’altro ci ha sempre più isolato da una partecipazione sinergica ed umana alle attività.
Pensiamoci: quanto tempo è passato da quando si guardava la televisione in cortile o in casa di qualcuno?
Emblematico è il caso delle serie televisive che vengono commentate in tempo reale sui vari canali social; e invece, abbastanza raramente da un gruppo di persone nel salotto di casa.
La condivisione sembra non voler uscire più dalla porta di casa, e assieme ad essa anche la voglia di conoscere l’altro.
Onniscienti in ogni possibile altro, tuttavia mai veramente partecipi del mondo che ci circonda.
Un destino che sembra già scritto il nostro: vi siete mai chiesti però se provassimo a rivoluzionare tutto ciò?
A partire dalla riapertura di un cinema, centro per eccellenza della partecipazione, fino alle nostre quattro mura.
La strada è lunga, ma non impossibile da percorrere.
Maria Francesca Nicolò