Ogni edificio cambia nel tempo. Cambiano gli impianti, le tecnologie, i materiali e perfino i rischi a cui è esposto. In questa rubrica raccontiamo come leggere il condominio con uno sguardo più ampio, perché comprendere un edificio significa anche capire se gli strumenti pensati per proteggerlo sono ancora adeguati alla sua realtà. Oggi parliamo di polizze condominiali.
“Abbiamo una polizza condominiale, quindi siamo coperti”
È una delle frasi più ricorrenti nelle assemblee. Ed è anche una delle più fuorvianti.
Avere le polizze assicurative è fondamentale, ma non significa automaticamente che ogni danno sarà risarcito o che ogni parte dell’edificio sia protetta nel modo corretto.
La vera domanda non è se il condominio è assicurato.
La domanda giusta è un’altra: La polizza racconta davvero l’edificio che deve proteggere?
Gli edifici cambiano. Le polizze, a volte, restano ferme
Pensiamo a un condominio costruito negli anni Ottanta.
Negli anni sono stati rifatti i balconi, installato un impianto fotovoltaico sul tetto, sostituita la centrale termica, rinnovato l’ascensore e sistemata parte della facciata.
L’edificio è cambiato.
Ma la polizza è stata aggiornata con la stessa attenzione?
Non sempre.
Eppure una copertura assicurativa dovrebbe evolversi insieme al fabbricato, seguendone le trasformazioni e tenendo conto dei nuovi rischi.
Il premio non racconta tutta la storia
Quando arriva il momento del rinnovo, l’attenzione si concentra spesso sul costo.
È comprensibile.
Ogni assemblea cerca il miglior equilibrio tra spese e servizi.
Ma una polizza non dovrebbe essere valutata soltanto per il premio annuo.
Conta ciò che comprende.
Conta ciò che esclude.
Conta il modo in cui è costruita.
Due contratti con un costo molto simile possono offrire tutele profondamente diverse, proprio perché nascono per edifici con caratteristiche differenti.
Il condominio di oggi non è quello di vent’anni fa
Negli ultimi anni gli edifici sono cambiati più rapidamente di quanto si immagini.
Sono aumentati gli impianti tecnologici.
Si sono diffusi i pannelli fotovoltaici.
Molti condomini hanno installato colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Gli eventi atmosferici sono diventati più intensi.
Anche il valore economico degli immobili e dei materiali è profondamente cambiato.
Tutto questo rende sempre più importante verificare periodicamente che la copertura assicurativa sia coerente con la realtà del fabbricato.
Quando ci si accorge della differenza
Nella maggior parte dei casi nessuno legge le polizze fino al giorno in cui serve davvero.
È in quel momento che si scopre se alcune garanzie erano presenti, se determinati limiti erano adeguati o se alcune situazioni non erano state considerate.
Naturalmente non significa che ogni contratto debba essere modificato di frequente.
Significa però che, ogni volta che il fabbricato cambia, vale la pena chiedersi se anche la sua protezione debba essere rivista.
La lezione degli ultimi anni
Le grandi grandinate che hanno colpito il Nord Italia, gli eventi meteorologici sempre più intensi e l’evoluzione delle tecnologie presenti negli edifici hanno insegnato una cosa molto semplice: i condomini non sono immobili soltanto perché sono costruiti in muratura.
Sono organismi che cambiano continuamente.
E gli strumenti pensati per proteggerli dovrebbero cambiare con loro.
Una buona polizza non si riconosce il giorno della firma
La qualità di una copertura assicurativa non emerge quando viene sottoscritta.
Si misura quando accade qualcosa che nessuno avrebbe voluto affrontare.
È allora che si scopre se la protezione era stata costruita guardando soltanto il prezzo oppure osservando davvero il fabbricato, le sue caratteristiche e la sua evoluzione nel tempo.
Perché, in fondo, una polizza non serve a proteggere un contratto.
Serve a proteggere un edificio e le persone che lo abitano.
Publiredazionale a cura di CD Insurance