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“Il Natale di Poirot”, A. Christie

Ci avviciniamo alle Festività e anche con le nostre recensioni cerchiamo di entrare nell’atmosfera natalizia. “Il Natale di Poirot” fa parte dell’opera di Agatha Christie, scrittrice prolifica e famosissima. 

Portano ormai i segni del tempo tutti i suoi romanzi e racconti, ma sono sempre gradevolissimi da leggere e da apprezzare: grandi famiglie inglesi numerose, vaste dimore padronali con abbondanza di servitù, giardini da curare, ospiti ben vestiti che si cambiano per la cena, poco lavoro malgrado le ricchezze famigliari si assottiglino e, inevitabilmente, uno o più delitti. 

Il maggiordomo

Il maggiordomo viene sempre preso in considerazione come autore del delitto in questione e viene inevitabilmente sempre scartato: il male si annida nelle dinamiche familiari, in vecchi rancori, in denaro da ereditare, in posizioni sociali non considerate. 

Anche in questo romanzo, scritto nel 1938, il famoso investigatore Hercule Poirot viene chiamato a investigare sulla morte di Simeon Lee, anziano ricco signore dal passato movimentato, che vive in una grande casa della campagna inglese. Un’ambientazione “chiusa”, perfetta per un giallo: una grande casa, il freddo, ospiti obbligati a convivere, tensioni che esplodono. E’ un modulo che Agatha Christie sperimenta spesso e con successo: ricordiamo la massima perfezione di “Assassinio sull’Orient Express”. 

Apparentemente oscuro il motivo della morte dell’anziano signore, sospettate le persone più vicine a lui, quattro figli, tre nuore, una nipote appena arrivata dalla Spagna in occasione del Natale, il figlio di un ex socio in affari. Dall’indagine di Poirot vengono alla luce eventi familiari ormai lontani nel tempo, che fanno lentamente emergere motivi di astio nei confronti del defunto: alla fine e non senza colpi di scena il colpevole viene scoperto. 

Il Natale

Il Natale è volutamente in contrasto con il delitto; invece di calore e riconciliazione la famiglia Lee mostra tensioni e cattiveria. Viene ben approfondito l’aspetto psicologico dei parenti ognuno dei quali potrebbe avere un motivo per uccidere: risentimenti accumulati, gelosie tra fratelli, rapporti con un padre autoritario che usa il denaro come uno strumento di controllo. Molti personaggi non sono ciò che sembrano: le identità nascoste, i passati taciuti, le realtà celate che solo Poirot riesce a far emergere riportando l’ordine attraverso la logica e il senso morale. 

Dopo la soluzione del caso la famiglia appare quasi sollevata; mentre con l’anziano signore in vita il tempo era sospeso, vago, indeciso, dopo la sua morte e chiarite tante dinamiche, vi è come una liberazione di sentimenti. 

Agatha Christie (1890 – 1976), inglese, è stata la scrittrice di gialli più famosa al mondo, “the Queen of Crime”. Ha creato personaggi iconici come l’investigatore belga Hercule Poirot e l’attempata signorina inglese Jane Marple, divenuti archetipi del genere giallo classico. I suoi romanzi si basano su plot costruiti come meccanismi perfetti: pochi elementi e intrecci ingegnosi. Temi ricorrenti: identità, inganno, psicologia, memoria, colpa. Il giallo “Dieci piccoli indiani” è uno dei libri più venduti della storia. Il lavoro teatrale “Trappola per Topi”, rappresentato per la prima volta a Londra nel 1952, detiene il record di spettacolo in scena più a lungo di tutti i tempi, essendo rimasto in cartellone ininterrottamente per decenni. 

Raffaella Cremonesi

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