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Il verde, i giardini e Varese

Uno tra i motivi che rendono famosa la città di Varese è l’ampiezza di spazi verdi dove poter scrivere, leggere, passeggiare e ascoltare musica. Questa piccola metropoli, infatti, possiede un ricchissimo patrimonio culturale in termini di parchi, una caratteristica da fare invidia a moltissime realtà: ville immerse in angoli che sembrano uscite dalle fiabe e dimore incantante. Spettacolari e poderose anche da lontano.

Per certi versi, questi enormi spazi di verde apparentemente infiniti regalano uno straordinario viaggio nel tempo in quanto essi sono rimasti pressoché immutati durante i secoli.

Chissà quante persone hanno camminato tra le fontane, i viottoli e osservato paesaggi: me lo chiedo sempre ogni volta che passo un pomeriggio immersa in tutta quella bellezza.

Varese è allocata in un paesaggio naturale, tra il lago di Varese, le Prealpi Varesine e il massiccio del Campo dei Fiori, con una vegetazione abbondante e diffusa in tutto il territorio comunale. Da alcune alture si possono osservare i diversi laghi che occupano l’intera provincia, al pari di una magnifica cartolina naturale.

Da dove nasce tutto questo? Cosa ha scaturito questa peculiarità quasi unica del nostro paese?

Fin dal Settecento, Varese è stata una meta di villeggiatura privilegiata per la nobiltà e l’alta borghesia milanese. Molte famiglie fecero costruire numerose ed eleganti ville circondate da vasti e curatissimi parchi e giardini, in cui capitava risiedessero anche più di una stagione. Basti pensare a Villa Toeplitz, una tra le molteplici, che divenne dimora principale di uno dei più importanti rappresentanti del Credito Italiano.

Oltre ai giardini privati, la città giardino vanta numerosi parchi storici di proprietà comunale aperti al pubblico, tra cui i famosi Giardini Estensi e il parco di Villa Mirabello, che potremmo definire come il polmone verde della città in quanto posizionati in zone centrali e nevralgiche.

Tutti luoghi legati ad aneddoti ed importanti storie d’amore e devozione.

Si racconta, ad esempio, che per rafforzare i legami, Francesco III d’Este chiese la mano di una delle figlie di Maria Teresa d’Austria e diede il nome di Maria Antonietta alla sua dodicesima figlia in onore proprio della famiglia imperiale: un omaggio a quello che, molti ipotizzano, sia stato un sentimento profondo, anche se non ricambiato.

I giardini Estensi, infatti, vennero costruiti per omaggiare e replicare la bellezza di quelli di Schönbrunn a Vienna mentre Villa Recalcati ha ospitato, in un’urna raccolta in monumento suggestivo, il cuore del patriota Tadeusz Kościuszko creandone un posto dove diversi innamorati si recavano a chiedere protezione e conforto.

Storie che hanno toccato il cuore di molti varesini e che continuano ad essere ricordate.

Va precisato, inoltre, che le aree verdi, sia pubbliche che private (inclusi boschi e aree agricole), occupano oltre la metà della superficie totale della città: sicuramente un dato importante per il benessere stesso della metropoli.

La Varese Nascosta ha da sempre a cuore la tutela del verde e di queste aree pubbliche, grazie anche al supporto di diversi studiosi e volontaria: significativo esempio di come ricreare e mantenere questi spazi assieme possa diventare un grande stimolo per la stessa collettività.

E, anche nella nostra quotidianità possiamo fare qualcosa.

Provate a pensare alle aree verdi del vostro condominio.

Quanto potrebbero essere ridimensionate, ridefinite e riqualificate? Dandole una nuova forma, oltre ad aumentarne il valore, fornisca un prezioso collante per un lavoro di squadra.

Luoghi che potremmo definire quasi dell’abbandono, spesso dimenticati e trascurati che si potrebbero trasformare in piccoli parchi giochi, angoli lettura e aree di pic-nic.

Senza nemmeno uno sforzo eccessivo, in quanto una panchina, un tavolo o una sedia non rappresentano un dispendio eccessivo per le precarie finanze della maggior parte delle persone.

Preservare i luoghi della propria casa è un po’ come conservare la nostra memoria.

Una memoria di famiglia, di condivisione e fratellanza.

Maria Francesca Nicolò

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