Il settore condominiale italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione. In una recente intervista, Isidoro Tricarico ha illustrato i dettagli di un ambizioso disegno di legge, sostenuto da un gruppo di 16 associazioni di categoria, volto a introdurre il RUNAC (Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio)
Perché un Registro Unico?
L’obiettivo primario di questa iniziativa è combattere la scarsa professionalità e l’improvvisazione che talvolta colpiscono il settore. Ad oggi, molti condomini e aziende fornitrici faticano a verificare l’effettiva preparazione dei professionisti a cui si affidano.
Il registro si propone di:
- Garantire Trasparenza: Permettere a chiunque (condomini, aziende, istituzioni) di conoscere l’identikit dell’amministratore, la sua formazione e l’associazione di appartenenza.
- Tutelare i Condomini: Fornire uno strumento gratuito per verificare che l’amministratore possieda i requisiti legali (ex art. 71 bis) per esercitare la professione.
- Promuovere la Legalità: Contrastare il lavoro irregolare e garantire che chi gestisce i beni dei cittadini operi secondo standard professionali elevati.
Le caratteristiche del RUNAC
Il RUNAC sarà un registro pubblico online e completamente gratuito. Non comporterà costi aggiuntivi né per gli amministratori né per i condomini. Includerà i professionisti iscritti alle associazioni regolarmente riconosciute dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ai sensi della legge 4/2013.
Il ruolo delle Associazioni e della Politica
Tricarico sottolinea come questa proposta nasca “dal basso”, ovvero dagli stessi professionisti che avvertono l’esigenza di distinguere chi opera con competenza da chi invece danneggia l’immagine della categoria.
Il percorso legislativo è già avviato:
- Incontri al Senato: Il progetto è stato presentato a un gruppo di senatori per illustrare la necessità di una riforma che integri la legge 220/2012 (la precedente riforma del condominio) .
- Dialogo con il Ministero: Sono previsti tavoli tecnici presso il Ministero del Made in Italy per definire le modalità di revisione della legge 4/2013 e l’implementazione del registro.
Un impatto sociale significativo
In Italia, oltre 45 milioni di persone vivono in condominio. La casa rappresenta per la maggior parte degli italiani il bene principale e l’investimento di una vita. Garantire che questo patrimonio sia gestito da figure certificate e competenti non è solo una questione professionale, ma un’esigenza di tutela sociale ed economica per l’intero Paese.