lunedì, 17 agosto 2026

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LA SVOLTA DELLA CONTABILITÀ CONDOMINIALE:
a Roma i principi per una nuova disciplina

comunicato-stampa

Si è svolto a Roma il primo Tavolo Tecnico interprofessionale dedicato alla contabilità condominiale, un evento storico che ha riunito amministratori di condominio, avvocati, commercialisti, professori universitari e rappresentanti delle istituzioni con l’obiettivo di definire principi condivisi per l’evoluzione del rendiconto condominiale.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto cruciale volto a individuare criteri comuni, capaci di garantire maggiore uniformità, trasparenza e comprensibilità nella gestione economica del condominio, valorizzandone le peculiarità rispetto ad altri modelli contabili tradizionali.

Proprio in questo contesto di profondo rinnovamento metodologico, l’avv. Marco Quagliariello ha formalmente messo le basi per iniziare a parlare di una nuova scienza autonoma che abbia come specifico oggetto la contabilità condominiale. Secondo la visione emersa a Roma, la materia deve emanciparsi dal ruolo di semplice appendice della ragioneria generale, strutturandosi come una dottrina scientifica dotata di postulati propri, di un linguaggio tecnico peculiare e di regole ad hoc per la tutela e la gestione dei patrimoni comuni.

1. L’identità del rendiconto condominiale: un sistema autonomo e specifico

Il Tavolo ha ribadito un principio fondamentale e non negoziabile: il condominio non è un’impresa e non persegue finalità di lucro. Di conseguenza, il rendiconto condominiale non può essere assimilato o sovrapposto al bilancio di una società commerciale.

Al tempo stesso, la gestione condominiale presenta caratteristiche tecniche e giuridiche proprie che richiedono un sistema contabile autonomo, fondato su principi specificamente elaborati per questa complessa realtà. Non si tratta quindi di una versione semplificata o impoverita della contabilità aziendale, bensì di una disciplina scientifica con proprie regole di rigore, strettamente coerenti con la funzione civilistica di amministrazione del patrimonio comune.

2. Struttura obbligatoria del rendiconto e regime contabile misto

Il Tavolo di Roma ha individuato una struttura del rendiconto chiara e rigorosa, necessariamente articolata in tre documenti tra loro strettamente coordinati e complementari:

  • Registro di contabilità: redatto secondo il criterio di cassa, nel quale sono annotate cronologicamente tutte le entrate e le uscite effettivamente avvenute;

  • Riepilogo finanziario (Stato Patrimoniale): predisposto secondo il criterio della competenza, volto a dare evidenza immediata ai crediti, ai debiti, ai fondi disponibili e alle specifiche posizioni di morosità dei condomini;

  • Nota sintetica esplicativa: un documento narrativo destinato a illustrare in modo chiaro le principali scelte gestionali, le motivazioni delle spese sostenute e l’andamento complessivo della gestione.

L’integrazione sinergica tra criterio di cassa e criterio di competenza (regime misto) è stata ritenuta essenziale ed insostituibile per offrire ai partecipanti una rappresentazione che sia al contempo completa, fedele e veritiera della situazione economico-finanziaria del condominio.

3. Unicità della gestione e coordinamento temporale

Tra i principi cardine emersi dal dibattito vi è la necessità assoluta di assicurare una piena e ininterrotta coerenza temporale del rendiconto. Nello specifico, i partecipanti hanno concordato sui seguenti punti operativi:

  • Ogni esercizio contabile deve riferirsi obbligatoriamente a un periodo massimo di dodici mesi.

  • La gestione ordinaria e quella del riscaldamento dovrebbero essere rappresentate all’interno del medesimo esercizio contabile, evitando la dannosa frammentazione dei rendiconti.

  • Le gestioni straordinarie devono essere rendicontate separatamente per garantire la tracciabilità delle relative provviste, ma illustrate contestualmente, indicando con trasparenza le somme raccolte, le spese sostenute e lo stato di avanzamento effettivo dei lavori (SAL).

Il Tavolo ha inoltre evidenziato l’opportunità che ogni condominio disponga di un unico Stato Patrimoniale complessivo, nel quale confluiscano organicamente tutte le gestioni attive e che risulti integralmente riconciliato con le reali disponibilità del conto corrente bancario condominiale.

4. Trasparenza e comprensibilità del rendiconto

A Roma, particolare attenzione è stata dedicata alla qualità dell’informazione contabile destinata ai non addetti ai lavori. Il rendiconto deve essere redatto nel pieno rispetto dei principi di chiarezza, trasparenza e intelligibilità previsti dall’art. 1130-bis del Codice civile. Questo approccio deve consentire a ciascun condomino di comprendere con immediatezza:

  • L’origine esatta delle spese;

  • La destinazione delle risorse finanziarie versate;

  • La propria personale posizione contabile;

  • La situazione economica e patrimoniale complessiva del condominio.

La trasparenza, in questo senso, non costituisce soltanto un freddo adempimento formale o normativo, ma rappresenta uno strumento democratico essenziale per permettere ai condomini di esercitare consapevolmente e in sicurezza il proprio diritto di controllo e di espressione del voto in sede assembleare.

Le conclusioni del Tavolo Tecnico

Le riflessioni sviluppate nel corso dell’incontro romano delineano un percorso virtuoso di progressiva sistematizzazione della contabilità condominiale, orientato alla definizione di standard condivisi e di criteri tecnici uniformi su scala nazionale.

La codificazione e il riconoscimento di questa disciplina rispondono all’esigenza pressante di rafforzare la certezza dei rapporti giuridici, migliorare sensibilmente la qualità dell’informazione contabile e favorire una gestione immobiliare sempre più trasparente, verificabile e comprensibile.

Il condominio rappresenta oggi uno dei principali contesti di amministrazione del patrimonio privato collettivo in Italia. Per questo motivo, un sistema di rendicontazione fondato su criteri rigorosi, coerenti e scientificamente strutturati — come quelli proposti in questo storico Tavolo Tecnico di Roma — costituisce lo strumento primario per prevenire il contenzioso giudiziario, rinsaldare il fondamentale rapporto fiduciario tra l’amministratore e i condomini e garantire il corretto e sereno equilibrio tra i diritti e i doveri di tutti i partecipanti alla comunione.

Comunicato Stampa

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