L’arte dimora solo nei musei e nelle gallerie d’arte? Fortunatamente no, in quanto bene libero e di tutti.
Viadellafucina16 rappresenta appieno questa espressione, in quanto primo esperimento internazionale di condominio-museo, allocato nel cuore del quartiere Porta Palazzo a Torino.
Cultura per la rigenerazione
Progettato come luogo di rigenerazione urbana, esso trasforma un normale edificio residenziale in un centro di produzione culturale dove gli abitanti ne diventano curatori e ideatori.
L’intera struttura è composta da uno stabile ottocentesco dove risiedono oltre 200 inquilini di diverse nazionalità, meraviglioso ed interessante esempio di cooperazione e sinergia tutta internazionale. Il cuore del progetto consiste nel creare residenze d’artista, ossia veri propri appartamenti dove diversi artisti internazionali sono invitati a vivere per realizzare opere che riqualifichino gli spazi comuni degradati.
Gli stessi abitanti dei 53 appartamenti sono chiamati a selezionare i progetti artistici tramite open call, esprimendo la propria visione dello spazio ed eventuali migliorie. Rendendo arte anche una semplice (e spesso tediosa per molti) riunione condominiale.
Le opere
Grazie a questo, le opere di molti giovani talenti e contributi di maestri dell’arte contemporanea come Giorgio Griffa o Michelangelo Pistoletto hanno avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare.
La genesi di tutto questo è scaturita dall’estro dall’artista Brice Coniglio e realizzata grazie dall’associazione Kaninchen-Haus.
Era il 2011 quando Coniglio prese casa nello stabile, successivamente presentò il progetto all’assemblea condominiale nel 2016 e le prime residenze videro la luce circa un anno dopo. Il termine “Via della Fucina” rimanda all’antico nome di via San Giovanni Battista La Salle, dove sorgeva effettivamente una fucina: una scelta che simboleggia l’auspicio di una rinascita del luogo come “fabbrica” di cultura.
L’arte per il sociale
Un prezioso strumento per dimostrare come l’arte possa essere uno strumento per risolvere i conflitti sociali, favorire la conoscenza del vicinato, trasformare zone periferiche in nuovi centri di produzione ma soprattutto rendere unico e prezioso l’ambiente più scontato di tutti.
Difatti un macrocosmo come il condominio diviene luogo di vera condivisione ed officina viva di idee e pensieri.
Modello pensato per essere replicabile, tanto che nel 2024 è stato inaugurato un secondo condominio-museo in Lungo Dora Napoli.
Affinché l’arte non abbia mai confini.
Maria Francesca Nicolò