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Le mani tremano

Aveva iniziato a evitarle.

Non le infilava più nei guanti di pelle già da un po’.

Meglio tasche grandi, profonde.

In cucina le appoggiava sul tavolo mentre tagliava.

Come fossero di un’altra.

Il rossetto lo metteva solo la domenica.

E spesso lo cancellava con un fazzoletto prima di uscire.

Non si piaceva se era troppo deciso, neanche se era impreciso.

Tremavano.

Poco, ma abbastanza da farle passare la voglia di muoverle mentre parlava.

E lei, che un tempo raccontava con le mani più che con la voce, aveva smesso anche di raccontare tante altre cose.

Per nascondersi un po’.

Si svegliava sempre più presto.

Ed aspettava sempre di più ad alzarsi.

L’acqua sul viso, lo specchio davanti,

la spazzola paziente che distendeva i capelli d’argento.

Apriva le finestre, preparava: una tazza, tre biscotti.

Rifaceva il letto, mentre dalla cucina arrivava una voce piatta.

Quando tornava per spegnere il caffè,

spegnava anche la voce.

La tavola apparecchiata: due bicchieri, due piatti, due coltelli, due forchette.

Del pane sopra un tagliere.

Lei guardava fuori. Aspettava.

Quella sera lui arrivò, più tardi del solito,

con la solita bottiglia che non sapeva mai scegliere.

La camicia spiegazzata e nei capelli un po’ di vento.

Negli occhi, qualcosa che non si era ancora spento.

Il tempo si era fatto più lento, non c’era niente da affrettare.

Non era un amante, né un marito.

Era uno di quegli uomini rari che restano

anche quando nessuno glielo chiede.

Aveva portato la bottiglia e dei fiori,

non freschissimi, ma veri.

Lei prese i calici.

«Ti va un bicchiere di vino?»

Le mani tremarono.

Il vino si inclinò, una goccia cadde sulla tovaglia bianca.

Voleva scusarsi,

ma lui non le lasciò il tempo.

Con le dita sfiorò le sue nocche, le unghie,

poi il tremore lieve.

La guardava senza pietà,

ma con qualcosa di più difficile da sostenere: presenza.

«Sono bellissime, sai. Portano la tua storia.»

Fece per ritrarla,

ma lui la trattenne.

Con delicatezza.

Lei abbassò gli occhi.

Non per vergogna.

Perché sentiva di potersi fermare.

Restarono in silenzio.

Era diventato un posto sicuro.

Poi lui tagliò il pane.

Lei versò il vino, stavolta senza esitazione.

Le mani tremavano ancora.

Ma non si nascose più.

Quel momento era perfetto così.

Non le chiedeva di essere giovane.

Le chiedeva solo di essere vera.

Aldo Palmeri

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