Quando si parla di sicurezza in condominio si pensa generalmente a impianti elettrici, ascensori o prevenzione incendi. Tuttavia, esiste un rischio meno visibile, ma altrettanto rilevante: la Legionella, un batterio che può proliferare negli impianti idrici in assenza di un’adeguata manutenzione.
Che cos’è la legionella
La Legionella è un batterio presente naturalmente negli ambienti acquatici, sia naturali sia artificiali, e può trovarsi nei serbatoi d’acqua, nei fiumi e nei sistemi di condizionamento con umidificazione. La proliferazione nelle reti idriche è favorita dalla presenza di ruggine, incrostazioni e calcare nelle tubature, nei rubinetti e nei sistemi in cui l’acqua ristagna, soprattutto a temperature comprese tra 20 e 45 °C.
Un aspetto fondamentale, spesso poco noto, è che il contagio avviene per inalazione di aerosol contaminato, generato ad esempio da docce, soffioni o sistemi di nebulizzazione. Il batterio generalmente non si trasmette attraverso gli alimenti, bevendo o utilizzando l’acqua per preparare alimenti, né attraverso il semplice contatto tra persone.
La diffusione in Italia
In Italia, la legionellosi risulta più frequentemente segnalata nelle regioni settentrionali rispetto a quelle meridionali, secondo i dati epidemiologici disponibili (dell’Istituto Superiore di Sanità).
Quanto sopra, rappresenta una fotografia della distribuzione dei casi sul territorio nazionale, ma non significa che il rischio sia limitato a determinate aree geografiche.
Per questo, indipendentemente dalla zona in cui si trova un edificio, la corretta manutenzione degli impianti e l’adozione di adeguate misure di prevenzione rimangono fondamentali per ridurre il rischio.
Condominio e singoli residenti
In ambito condominiale, la prevenzione si inserisce in un quadro normativo preciso. Fanno riferimento le indicazioni del Ministero della Salute e le “Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi”, approvate in Conferenza Stato-Regioni, oltre agli obblighi generali in materia di sicurezza e manutenzione degli impianti. L’amministratore, in qualità di gestore delle parti comuni, è tenuto a garantire la corretta manutenzione degli impianti idrici e, ove necessario, la valutazione del rischio e l’attuazione delle misure di controllo.
Negli edifici condominiali dunque, generalmente, è buona prassi attuare alcune misure riservando particolare attenzione alle tubazioni e ai rami d’impianto poco utilizzati, poiché il ristagno dell’acqua può favorire la proliferazione del batterio.
Anche i singoli condomini possono contribuire alla prevenzione attraverso comportamenti corretti e dunque, sono state indicate una serie di attività attuabili dai singoli in ciascuna unità abitativa.
Ad esempio, dopo un periodo di assenza, al rientro dalle vacanze, è opportuno mettere in atto alcune attività, che sembrano non rilevanti ma che possono risultare invece decisive che verranno quindi seguito, elencate.
Ma quali sono, concretamente, le misure da adottare?
Di seguito una checklist pratica per prevenire e contrastare il rischio Legionella, distinguendo tra gli interventi di competenza del condominio e le buone pratiche da adottare nelle singole abitazioni.
Norme precauzionali: checklist pratica di prevenzione
(Riferimento: ATS Milano – Città Metropolitana)
Per il condominio
- Verificare periodicamente lo stato degli impianti idrici centralizzati;
- Garantire, al punto di utilizzo nelle abitazioni, una temperatura dell’acqua calda sanitaria tra 45 e 48 °C;
- Programmare attività di spurgo periodico dei serbatoi di accumulo dell’acqua calda e fredda sanitaria, valutando anche eventuali interventi di disincrostazione e disinfezione;
- Valutare la presenza di eventuali rami della rete idrica privi di circolazione dell’acqua;
- Assicurare la pulizia e la manutenzione di addolcitori, filtri di rete e sistemi di trattamento dell’acqua;
- Monitorare le tubazioni o i rami d’impianto poco utilizzati;
- Effettuare, quando necessario, la valutazione del rischio Legionella con tecnici qualificati;
- Conservare la documentazione degli interventi di manutenzione e controllo;
- Informare i condomini su eventuali interventi straordinari o misure preventive adottate.
Per i condomini e residenti
- Dopo assenze prolungate, effettuare flussaggi periodici facendo scorrere, per almeno 5 minuti e con le finestre aperte, prima l’acqua calda alla massima temperatura erogabile temporaneamente e poi quella fredda, da docce e rubinetti, un apparecchio per volta (mantenersi lontani dal punto di erogazione durante il flussaggio);
- Fare la doccia dopo aver fatto scorrere l’acqua calda e fredda e aver aerato il bagno;
- Regolare l’erogazione dell’acqua calda sanitaria, prodotta da boiler e scaldacqua autonomi, a una temperatura compresa tra 45 e 48 °C;
- Pulire almeno mensilmente i gruppi idraulici presenti nell’alloggio, mediante sostituzione oppure disincrostazione e disinfezione di filtri rompigetto, tubi flessibili e soffioni doccia;
- Evitare l’impiego di acqua del rubinetto per riempire gli apparecchi per aerosolterapia o ossigenoterapia;
- Dopo l’utilizzo della canna per l’irrigazione, provvedere al suo completo svuotamento ed evitare di riporla in una zona direttamente esposta ai raggi solari;
- Garantire un’adeguata aerazione dei locali bagno;
- Segnalare all’amministratore eventuali anomalie di temperatura o situazioni di ristagno dell’acqua.
Informazione, prevenzione e comunicazione, niente allarmismi
Prima di creare allarmismi, è importante verificare quanto è già stato fatto. In presenza di un caso di legionellosi, l’amministratore deve innanzitutto accertare, con il supporto dei tecnici competenti e secondo le indicazioni delle autorità sanitarie, se nel condominio sono presenti impianti o condizioni che possano favorire la proliferazione del batterio e, adottare tutte le misure di prevenzione e controllo concretamente applicabili.
Ogni situazione condominiale, tuttavia, è diversa: se le verifiche hanno già escluso criticità negli impianti comuni e non vi sono ulteriori interventi tecnicamente attuabili, è importante non alimentare inutilmente preoccupazioni tra i residenti, ma valutare con attenzione anche eventuali altre strutture o possibili fonti di esposizione. Per questo, prima di diffondere comunicazioni allarmistiche, è opportuno confrontarsi con l’amministratore e verificare quali controlli siano già stati effettuati e quali misure siano state adottate, ricordando che l’individuazione della fonte del contagio non è sempre immediata e può richiedere accertamenti che vanno oltre l’ambito condominiale.
La prevenzione della Legionella non richiede allarmismi, ma consapevolezza, corretta manutenzione e collaborazione tra amministratore e condomini. Un impianto adeguatamente gestito e poche buone pratiche quotidiane sono sufficienti a ridurre significativamente il rischio e a garantire condizioni di maggiore sicurezza.
Ilaria Giustini































