Agghiacciante e allo stesso tempo avvincente da non potersene staccare fino alla fine, “Lord Jim a casa”, di Dinah Brooke, è un’impressionante parodia dell’alta società inglese, all’apparenza virtuosa e professante buone maniere, in realtà spietata e incline ad adottare comportamenti crudeli nel nome delle apparenze.
La trama
Il titolo del romanzo fa riferimento al capolavoro di Joseph Conrad scritto nel 1900, e molti sono i riferimenti che accomunano i due romanzi, partendo dal titolo del libro di Brooke fino al nome della nave in cui il giovane protagonista si imbarca, la “Patusan”, fino al susseguirsi degli eventi.
Si narra la vita di Giles Trenchard, nato in una famiglia della migliore società inglese e allevato secondo i canoni del tempo: la famiglia ricca e ben educata nasconde violenza, indifferenza, grandi aspettative, un padre brutale, una madre in apparenza amorosa e in realtà indifferente e incapace, o non desiderosa, di contrastare gli atteggiamenti del marito. Giles, provato da esperienze infantili dolorose ed emotivamente violente, mostra sempre buona volontà ma scarsi risultati. Il peso delle ambizioni paterne gli rende difficile restare in famiglia e decide di lasciare la nativa Cornovaglia e arruolarsi in Marina. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale gli offre la possibilità di andare in posti lontani, dall’estremo Nord dei mari scandinavi fino ai paesi delle Indie tropicali.
Come il Lord Jim di Conrad, il nostro Giles è un eroe solitario, in fuga dal suo passato e in cerca di una dimensione per il suo futuro. A differenza dell’eroe conradiano però, non esistono fuga o redenzione per lui, che precipita in un abisso di scelte sbagliare e di rancori mai espressi nell’assenza di scappatoie o terre lontane in cui rifugiarsi: la crisi si consuma all’interno della stessa società che l’ha generata, fino ad arrivare alla scelta finale da cui non si ritorna.
I contrasti
Impressiona il contrasto tra l’apparenza di Giles, gentile, ben educato, volonteroso e disposto all’obbedienza e la realtà in cui è costretto a vivere, una volta uscito da un sistema che gli fornisce regole di vita. Mostra qui la sua vera natura: debole di mente, incapace di mantenere un equilibrio, incostante nel cercare di avere rapporti con le persone e cercare di portare a buon fine i suoi propositi.
“Lord Jim a casa” fu ispirato dal caso di Miles Giffard, un giovane giocatore di Cricket condannato a morte per avere ucciso i suoi genitori, e alla pubblicazione suscitò una reazione sdegnata da parte della borghesia britannica, impreparata a vedersi riflessa in uno specchio che, sebbene enfatizzasse apparenze e comportamenti in modo grottesco, mostrava anche molte verità.
L’autrice
Dinah Brooke, nata nel 1936, ha insegnato Letteratura Inglese a Oxford e ha studiato cinema a Londra. Non ha mai frequentato l’ambiente letterario. Sposata, due figli gemelli, ha vissuti sei anni in India in un ashram, per poi ritornare a Londra dove vive tuttora.
“Lord Jim a casa” (Lord Jim at home), seconda opera di Brooke e senza dubbio la più importante, fu pubblicata a Londra nel 1973, di seguito dimenticata, riscoperta alcuni anni fa. E’ uscita per Sellerio nel 2026 nella traduzione di Tommaso Pincio.
Raffaella Cremonesi