La presenza di una persona senza dimora nei pressi di un condominio, di un’attività commerciale o di uno studio professionale situati al piano terra è una situazione che può generare preoccupazione tra i residenti e gli esercenti. L’amministratore di condominio si trova spesso a dover gestire queste segnalazioni, cercando un equilibrio tra la tutela della sicurezza e del decoro degli spazi comuni e il rispetto della dignità della persona in difficoltà.
Il ruolo dell’amministratore: segnalare, non sostituirsi ai servizi sociali
L’amministratore non ha il compito di intervenire direttamente nei confronti della persona senza dimora, né può imporne l’allontanamento in assenza dei presupposti previsti dalla legge. Il suo ruolo consiste piuttosto nel raccogliere le segnalazioni dei condomini e attivare gli enti competenti affinché la situazione venga valutata nella maniera adeguata.
Quando la presenza di una persona in strada appare stabile o meritevole di attenzione, è possibile effettuare una segnalazione alla Polizia Locale oppure agli uffici comunali competenti, laddove il Comune abbia predisposto uno specifico servizio dedicato alle persone in grave marginalità.
Come intervengono i servizi del territorio
In molte città esiste una rete organizzata composta da operatori del Comune e del Terzo Settore che opera quotidianamente sul territorio. Le segnalazioni vengono verificate e, se necessario, trasmesse alle unità mobili che effettuano interventi direttamente in strada.
L’obiettivo non è soltanto verificare la situazione della persona segnalata, ma soprattutto instaurare un rapporto di fiducia, offrire assistenza, proporre un posto nelle strutture di accoglienza e accompagnare, quando possibile, verso un percorso di inclusione sociale.
Si tratta di un’attività svolta da professionisti e volontari specializzati, che conoscono le dinamiche dell’ emarginazione e sono in grado di valutare il tipo di intervento più adeguato, caso per caso.
Perché non sempre il problema si risolve immediatamente
È comprensibile che i condomini si aspettino una soluzione rapida dopo una segnalazione. Tuttavia, è importante conoscere una realtà spesso poco nota.
Molte persone che vivono in strada da lungo tempo convivono con fragilità molto profonde: problemi di salute, disturbi psichici, dipendenze o una totale assenza di legami familiari e sociali. Proprio per questo motivo, gli operatori possono offrire assistenza e opportunità di accoglienza, ma non possono obbligare una persona ad accettarle.
L’adesione ai percorsi di aiuto è infatti una scelta libera e volontaria. Gli interventi si basano sul dialogo, sulla costruzione di un rapporto di fiducia e sul rispetto della volontà della persona, senza forme di coercizione.
Una segnalazione può comunque fare la differenza
Anche quando la persona rifiuta inizialmente l’assistenza, la segnalazione non è inutile. Consente infatti ai servizi di conoscere la situazione, monitorarla nel tempo e tornare periodicamente a offrire supporto.
Per questo motivo, quando un amministratore riceve una segnalazione relativa alla presenza di una persona senza dimora nei pressi del condominio, la scelta più corretta non è ignorare il problema né affrontarlo autonomamente, ma coinvolgere gli enti competenti.
Una responsabilità che riguarda tutti
L’amministratore rappresenta un punto di riferimento per il condominio anche nelle situazioni più delicate. Gestire queste circostante significa saper coniugare attenzione verso i residenti e rispetto della persona in difficoltà, affidandosi ai servizi che ogni giorno operano sul territorio.
Una semplice segnalazione, effettuata attraverso i canali istituzionali, può consentire agli operatori specializzati di prendere in carico la situazione e offrire un’opportunità concreta a chi vive una condizione di isolamento e emarginazione. Perché dietro ogni presenza in strada c’è una storia delicata differente e, talvolta, il primo passo verso un possibile cambiamento nasce proprio dalla segnalazione di un cittadino o di un amministratore attento.
Ilaria Giustini