“Piccoli suicidi tra amici” è uno dei romanzi più noti dello scrittore finlandese Arto Paasilinna.
In questo mondo, che pare essere sempre meno “un luogo adatto all’uomo”, vi sono momenti in cui tutto sembra troppo: gli insuccessi, un matrimonio complicato, la solitudine convincono Onni Rellonen, imprenditore fallito, a dire basta alla sua vita priva di senso.
Nel momento e nel luogo in cui decide di suicidarsi Rellonen incontra un’altra persona animata dalla medesima intenzione. E così i due, con notevole spirito di iniziativa e un attaccamento alla vita inconscio ma presente, decidono di verificare se esistano altre persone con lo stesso desiderio, in modo da organizzare un “suicidio collettivo”.
Inizia il viaggio
Lo fanno tramite un annuncio su un giornale e risponde una tale quantità di persone da convincere i due animatori a organizzare un raduno al quale invitare questa eterogenea moltitudine.
Alla fine di questo convivio, su un lussuoso pullman di proprietà di uno di loro chiamato La Saetta della Morte, il gruppo di aspiranti suicidi, unitisi nella Libera Associazione Morituri Anonimi, parte alla ricerca del miglior strapiombo d’Europa da dove lanciarsi. Incontrano moltissime vicissitudini in questo viaggio attraverso la Finlandia e in altri paesi europei, durante il quale, organizzatissimi, si attivano per pranzi, cene, pernottamenti, gite; nascono sentimenti di amicizia, perfino innamoramenti.
A poco a poco, in questo Grand Tour in cui devono affrontare anche difficoltà pratiche non indifferenti, scoprono che il loro nemico, la vita, non lo è poi così tanto, e quello che doveva essere un viaggio verso la morte si è trasformato in un percorso di rinascita personale e collettiva, in una ritrovata capacità di ritrovare il senso della propria esistenza.
I personaggi
I personaggi assumono contorni sempre più precisi durante lo svolgimento della storia. A Rellonen si uniscono il colonnello in pensione Kemmpainen, un militare depresso da un’epoca pacifica; la vicepreside Helena Puusari, una trentacinquenne dai capelli rossi con l’hobby di passeggiare nei cimiteri, che diventerà la segretaria dell’Associazione; Rauno Korpela, proprietario del pullman; Uula Lismanki, allevatore di renne in fuga dalla giustizia.
Il romanzo è molto gradevole nella sua ironia, nel suo umorismo nero e nel tono leggero che contrasta volutamente on la gravità del tema.
L’autore
Arto Paasilinna (1942-2018) è stato uno scrittore, giornalista e poeta finlandese, tra i più conosciuti all’estero, con parte della sua produzione tradotta in 45 lingue. E’ conosciuto soprattutto per il forte senso dell’umorismo che caratterizza i suoi romanzi, spesso dedicati a complessi temi sociali.
Le opere di questo scrittore riflettono la vita finlandese in tutti i suoi aspetti, anche quelli etici come il suicidio, la depressione e la solitudine, la malattia mentale, la distruzione del mondo.
Diciannove romanzi di Paasilinna sono stati tradotti in italiano, tra cui ricordiamo “L’anno della lepre” del 1975, tradotto nel 1994 e vincitore del premio Giuseppe Acerbi; “Un uomo felice” del 1976, tradotto nel 2021; “Il bosco delle volpi impiccate” del 1983, tradotto nel 1996; “Il figlio del dio del tuono” del 1984, tradotto nel 1996; “L’allegra Apocalisse” del 1992, tradotto nel 2010.
“Piccoli suicidi tra amici” è uscito in Finlandia nel 1990 e in Italia nel 2006 nella traduzione di Fabrizio Carbone, e pubblicato da Iperborea.
Raffaella Cremonesi