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Premio Gianni Rodari: Gavirate celebra la pace con emozione e speranza

Ieri, sabato 27 settembre, nella suggestiva cornice della Sala Mura di Gavirate, si è tenuto il lancio del Premio Letterario dedicato a Gianni Rodari, un evento che ha riunito scuole, famiglie e istituzioni sotto un unico filo conduttore: la pace. La sala era gremita non solo di persone: era colma di emozioni, voci di bambini, sguardi attenti e un’atmosfera che raramente si respira in appuntamenti culturali di questo tipo.

Il nostro giornale, Benvenuti in Condominio, è orgoglioso di essere media partner di questa iniziativa, che affonda le radici nella tradizione educativa e letteraria della nostra provincia ma che parla un linguaggio universale, quello della convivenza pacifica.

Gianni Lucchina e l’orgoglio di un progetto per le scuole

Il presidente dell’ente promotore, Gianni Lucchina, ha presentato il progetto con un’emozione che non ha nascosto. Con orgoglio ha parlato alle scuole elementari della provincia di Varese, a cui il premio è dedicato, spiegando come l’obiettivo non sia soltanto quello di valorizzare la scrittura dei più piccoli, ma soprattutto di seminare nei loro cuori un valore tanto fragile quanto indispensabile: la pace.

“La pace è un mestiere difficile, ma è il mestiere di tutti”, avrebbe detto Gianni Rodari e questa frase ha aleggiato tra le mura della sala come un invito a prendersi cura della speranza.

Il tema scelto: “La pace”

Ogni edizione di un premio letterario porta con sé un tema, un filo che unisce le voci dei partecipanti. Quest’anno il tema è, appunto, la pace. Non un concetto astratto, ma una parola che i bambini dovranno interpretare con spontaneità e creatività, per ricordare agli adulti che spesso la saggezza è più semplice e diretta quando arriva dalla voce dei più piccoli.

Enzo Iacchetti: “La scuola deve essere aiutata a coltivare la pace”

Tra gli ospiti, Enzo Iacchetti ha regalato al pubblico un intervento che ha unito emozione e lucidità. Con la sua voce calda e il tono sincero che lo contraddistingue, ha parlato della necessità di coltivare la pace partendo dai luoghi dell’educazione.

La scuola avrebbe bisogno di aiuto per coltivare la pace”, ha detto, sottolineando come oggi i maestri e i professori siano chiamati a una missione complessa, quella di educare in un mondo attraversato da conflitti e tensioni. Non è retorica: mentre in sala si parlava di scrittura e speranza, nel mondo ci sono 56 guerre in corso. Un dato che pesa come un macigno e che rende ancora più urgente il compito educativo.

Una serata di comunità

La serata di Gavirate non è stata solo una cerimonia. È stata un’esperienza comunitaria, dove la cultura ha incontrato l’impegno civile. Gli applausi non erano formali, ma carichi di gratitudine. Le parole di Iacchetti hanno trovato eco negli sguardi dei genitori, negli occhi lucidi degli insegnanti, nelle mani emozionate dei bambini che hanno partecipato al concorso.

E in questo intreccio di emozioni e responsabilità, il messaggio era chiaro: la pace non è un dono che cade dall’alto, ma una costruzione collettiva che inizia dai piccoli gesti quotidiani.

Condominio e comunità: un parallelo naturale

Come Benvenuti in Condominio, non possiamo non notare un parallelo naturale: così come in un condominio si impara la convivenza, anche in una società più ampia il rispetto reciproco e la ricerca di equilibri diventano fondamentali. Parlare di pace in una scuola significa formare cittadini più consapevoli, e in prospettiva, anche condomini più pacifici.

Rodari e la pace: parole che non invecchiano

Gianni Rodari ha lasciato un’eredità che va oltre i suoi racconti e le sue filastrocche. Nelle sue opere la fantasia era lo strumento per costruire mondi migliori, e la pace non era mai un concetto lontano, ma una possibilità concreta.

Un suo pensiero sembra fatto apposta per questa serata:
“Tutti gli usi della parola a tutti, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”.
E cosa significa se non pace, se non libertà condivisa?

Media partner con orgoglio

Per noi di Benvenuti in Condominio essere media partner di questa iniziativa significa credere che il giornalismo non debba solo raccontare i problemi, ma anche dare voce alle soluzioni. E in un mondo che sembra frantumarsi in conflitti, la scrittura di un bambino che immagina un futuro di pace è già un antidoto potente.

Il seme della pace

Quando una sala gremita si ferma ad ascoltare i bambini parlare di pace, significa che la strada non è persa. Gavirate, con il Premio Letterario dedicato a Gianni Rodari, dimostra che la cultura può ancora essere un collante, che la parola “pace” può ancora emozionare e che la responsabilità di ciascuno di noi è non lasciarla cadere.

Se davvero, come ha ricordato Iacchetti, la scuola ha bisogno di aiuto per coltivare la pace, allora spetta a tutti noi essere parte di questa semina. Perché la pace, come un condominio ben gestito, non si improvvisa: si costruisce, giorno dopo giorno, con cura, con responsabilità e con la convinzione che non esista alternativa.

E tu, che idea hai di pace? Raccontacelo nei commenti o scrivici la tua “filastrocca di pace”: le pubblicheremo nelle prossime settimane per continuare a far vivere questo tema che ci riguarda tutti.

Redazione

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