domenica, 12 aprile 2026

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COMUNICATO STAMPA: Riforma dell’amministratore di condominio: MAPI rilancia una proposta civilistica dopo il ritiro della A.C. 2692

Immagine Avv Gerardo Michele Martino. Da utilizzare esclusivamente come allegato all'articolo (1)

Roma, 03/03/2026 – Il ritiro della Proposta di Legge A.C. 2692, presentata alla Camera dei Deputati a prima firma dell’On. Elisabetta Gardini e sottoscritta da altri parlamentari, riapre il confronto sulla disciplina dell’amministratore di condominio.

Sul punto interviene il Movimento Amministratori e Proprietari d’Immobili (MAPI), che propone un’impostazione riformatrice fondata sulla natura civilistica dell’istituto e sulla centralità del rapporto contrattuale.

Secondo MAPI, il dibattito non può prescindere da un chiarimento sistemico: l’amministratore di condominio è figura di diritto civile. La sua legittimazione deriva dalla nomina assembleare e il controllo di legittimità sull’incarico e sulla permanenza dei requisiti spetta ai condòmini e, in caso di controversia, al giudice ordinario.

“L’amministratore non è titolare di una funzione pubblica in senso proprio né opera in forza di un’autorizzazione amministrativa – dichiara l’Avv. Gerardo Michele Martino, Presidente MAPI –. Pur svolgendo attività che possono avere riflessi esterni e rapporti con la pubblica amministrazione, la sua posizione resta quella di mandatario fiduciario. Spostare l’asse verso modelli autorizzativi o verso registri pubblici significa alterare la natura dell’istituto”.

L’associazione riconosce che la A.C. 2692 ha avuto il merito di riportare al centro dell’attenzione parlamentare il tema della professionalità e della trasparenza nella gestione condominiale. Tuttavia, secondo MAPI, il percorso della proposta ha evidenziato i limiti di un’impostazione orientata verso logiche para-abilitative non pienamente compatibili con la struttura privatistica dell’amministrazione condominiale.

“La qualità della gestione non si garantisce attraverso nuovi meccanismi abilitanti – prosegue Martino – ma rendendo effettive e verificabili le regole già previste dall’ordinamento, rafforzando la centralità del contratto di amministrazione condominiale e il controllo assembleare”.

MAPI richiama inoltre il perimetro costituzionale entro cui si colloca la disciplina condominiale, con riferimento ai principi di autonomia privata e libertà di iniziativa economica sanciti dall’articolo 41 della Costituzione. In tale prospettiva, ogni intervento legislativo deve risultare coerente con l’impianto codicistico e rispettare il principio di invarianza finanziaria, evitando nuovi oneri per la finanza pubblica.

Il condominio rappresenta una componente strutturale del patrimonio immobiliare italiano e coinvolge milioni di cittadini. Per questo, secondo l’associazione, la riforma dell’amministratore non può essere episodica né frammentaria, ma deve essere organica, sistemica e sostenibile.

MAPI rende noto di aver già elaborato una propria proposta di riforma del condominio, costruita nel rispetto della natura civilistica dell’istituto e orientata a rafforzare trasparenza, effettività dei requisiti e stabilità del rapporto contrattuale.

“Il ritiro della A.C. 2692 può rappresentare l’inizio di una nuova fase – conclude Martino –. MAPI è pronta a confrontarsi con il legislatore e con le Commissioni parlamentari competenti per contribuire a una disciplina equilibrata, coerente con il diritto civile italiano e capace di prevenire il contenzioso senza introdurre sovrastrutture pubblicistiche”.

Ufficio Stampa-Mapi

COMUNICATO STAMPA

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20 APRILE ore 11:00
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