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“Tempo Niente”, R. Alajmo

“Tempo Niente” è il racconto della vita di un giovane magistrato siciliano realmente esistito, morto per un attacco cardiaco nel 2003.

Luca Crescente viveva una vita “normale” malgrado l’ambiente in cui viveva e la professione che svolgeva, Pubblico Ministero in un tribunale della Sicilia. Il libro, voluto dalla moglie del magistrato, Milena, ne raccoglie le memorie, oltre alle testimonianze dei figli, dei parenti, degli amici, dei colleghi di lavoro.

A poco a poco si passa dal racconto di fatti familiari (gli studi, l’incontro con Milena, il matrimonio, i figli) alla vita lavorativa: si parla di un magistrato siciliano entrato in servizio dopo gli anni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con una dimensione professionale di lotta alla criminalità organizzata che lo porta ad essere un “eroe normale”, in un luogo e in un tempo dove la normalità non esiste. In tutte le sue azioni vediamo l’onestà, la trasparenza di intenti, quasi una “banalità del bene”, che lo caratterizzavano, l’impegno quotidiano e la coerenza come valore civile che sapeva trasmettere ai collaboratori, ai colleghi, alla famiglia stessa e a tutti coloro che lo circondavano.

La sua vita e il suo impegno lo portarono a condurre una vita senza risparmio di energie, e questo lo portò a logorarsi nel fisico, trascurando sé stesso e prodigandosi per gli altri.

Luca Crescente muore a 39 anni in uno dei suoi rari giorni di vacanza, stranamente da solo, nell’unico momento in cui non è circondato dalla famiglia, dalla scorta, dall’ambiente di lavoro, durante una passeggiata solitaria in montagna, per andare a recuperare l’automobile lasciata al parcheggio e tornare a prendere la moglie e i figli Marco e Gabriele.

Il titolo “Tempo Niente” allude a questo paradosso; una vita breve ma piena di senso, un tempo “piccolo” ma moralmente grande. E’ questo un libro che affronta la Sicilia, lo Stato, la mafia da un punto di vista umano oltre che professionale. Alajmo tiene sempre uno sguardo distaccato, critico, evidenziando che raccontare un eroe (anche dei nostri tempi) può essere “stressante” per lo scrittore, “ti fa sentire imperfetto e inadeguato”. E’ la stessa moglie del magistrato a dire “impegnati ad impegnarti” quando nelle parole dello scrittore non vede pienamente rispecchiati l’opera, il carattere, l’etica del marito magistrato.

Realtà e riflessione si intrecciano in questa “biografia letteraria” (non romanzata!) scritta con lo stile asciutto, essenziale, mai retorico, tipico dell’autore:

“Non volevo scrivere un santino, ma raccontare un uomo”

Roberto Alajmo, di cui abbiamo già recensito il romanzo “E’ stato il figlio” è nato a Palermo nel 1959 e trasmette nella sua opera letteraria il suo amore per la terra natia, dove risiede.

“Tempo Niente” è uscito per Laterza nel 2011.

Raffaella Cremonesi

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