Amiamo J.G. Ballard per le sue ambientazioni claustrofobiche spesso ambientate in condomini di lusso, e anche in questo romanzo l’autore non si smentisce. “Un gioco da bambini” si svolge in quello che potremmo definire un “super-condominio”, prestigioso ed esclusivo compound situato poco fuori Londra, formato da villette e palazzine, piscine, automobili costose, abitudini lussuose.
Un condominio “normale”
Vi abitano famiglie benestanti, composte da medici, bancari, professionisti della finanza, dirigenti e presidenti di aziende, quasi tutte con figli dagli otto ai diciassette anni.
In una giornata apparentemente normale, tutti gli abitanti adulti del complesso residenziale vengono trovati brutalmente uccisi, e con loro alcune persone di servizio, tra cui due portieri, tre autisti, tre governanti. Nessuna traccia viene trovata dei ragazzi.
Ad aiutare nelle indagini che non sembrano portare a nessuna soluzione accettabile, viene chiamato un consulente psichiatrico, il dottor Richard Greville, che dà una svolta alle indagini dopo che le forze di polizia non hanno raggiunto alcun risultato.
Viene alla luce una realtà di vita gradevole solo in apparenza, che però è giustificata da estreme attenzioni degli adulti nei confronti dei figli, motivate dal voler offrire loro tutto quello che il benessere può fornire.
Si parla di genitori amorevoli e tolleranti, di scuole private esclusive e di ottime pagelle, di intenzioni volte a preparare i ragazzi e le ragazze ad una vita serena, in un concetto di “serenità” imposto agli adulti.
Tutto è organizzato per ottenere il massimo della felicità, e in questo contesto si innesta un’unica via di scampo: la rivolta in un’ottica di follia. Sarà l’indagine del dottor Greville a svelare quello che è accaduto quel giorno di agosto nel giro di mezz’ora.
Satira distopica
Questo romanzo breve, presentato sotto forma di giallo, è una satira distopica, ambientata in un mondo facile e armonico ma non del tutto desiderabile, in uno scenario che si rivela inquietante; è anche una critica sociologica ai comporta menti iperprotettivi di molti genitori e al loro desiderio di proteggere i figli da quante più contaminazioni esterne possibili. Il pessimismo che caratterizza il non del tutto inaspettato finale è un aspetto che pervade l’intera trama del romanzo.
L’autore
James Graham Ballard (1930-2009), del quale in questa rubrica abbiamo già recensito “Il Condominio”, è considerato uno dei più originali scrittori inglesi contemporanei. Molti dei suoi romanzi sono riconducibili alla cosiddetta New Wave della narrativa fantascientifica, all’interno della letteratura post-moderna.
Le atmosfere cupe e distopiche della sua opera, l’analisi cinica delle miserie e perversità umane dei nostri tempi, lo portano ad essere considerato un importante antesignano del cyberpunk.
Molto importante nella sua opera l’estesa raccolta di racconti: “I racconti sono sempre stati importanti per me. Ne apprezzo l’immediatezza, mi piace la loro capacità di concentrarsi intensamente su un unico argomento. Rappresentano Inoltre un efficace sistema per collaudare idee successivamente sviluppabili a dimensione di romanzo”.
Tra le opere principali di Ballard elenchiamo: “Il mondo sommerso (The drowned world, 1962)”, ambientato in un futuro in cui la Terra è quasi completamente sommersa dalle acque; “The Crystal World (Foresta di Cristallo, 1966)”, in cui una misteriosa trasformazione cristallizza la Natura; “Crash”, 1973, un romanzo provocatorio sull’ossessione per gli incidenti automobilistici; “Empire of the Sun (L’Impero del Sole, 1984), autobiografico, ambientato in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale; Cocaine Nights, 1996, ambientato in una comunità di lusso.
“Un gioco da bambini” (Running Wild) è stato pubblicato da Feltrinelli nel 1007, l’ottava edizione nel 2025.
Raffaella Cremonesi