Sulla collina di Biumo Superiore, con vista sul borgo di Varese, sorge Villa Panza, un luogo dove storia, architettura, arte e luce convivono in armonia.
Costruita nel Settecento dalla famiglia Menafoglio come residenza di campagna, ospitò Garibaldi nel 1848, che vi fissò il suo quartier generale e il 18 agosto tenne un discorso dal suo balcone. In seguito la villa venne ampliata dai Panza di Biumo e circondata da un parco di oltre tre ettari, con terrazze, viali prospettici e alberi secolari.
Il suo destino cambiò nel Novecento grazie al conte Giuseppe Panza di Biumo, collezionista visionario che la trasformò in una delle più straordinarie case d’arte contemporanea d’Europa. Tra le sue sale bianche convivono oggi affreschi settecenteschi e installazioni luminose di Dan Flavin, Donald Judd, Bruce Nauman e James Turrell, in una collezione tra le più ampie esistenti.
Dal 1996 Villa Panza è patrimonio del FAI, che ne custodisce la collezione e il parco, rendendola una delle mete culturali più amate della Lombardia. Passeggiare tra le sue stanze significa entrare in una dimensione parallela, dove si può godere non solo delle opere d’arte e della storicità della villa, ma anche di ogni luce, ombra e riflesso. Visitarla è vivere un’esperienza sensoriale, guidati dai giochi di luce che animano ogni ambiente.
Se non l’hai mai vista al tramonto, fallo: è in quel momento che la villa parla davvero, e ogni raggio di luce ricorda che anche l’arte, come la vita, brilla solo quando incontra lo sguardo di qualcuno.
Samuele Corsalini