Il settore condominiale italiano si trova a un vero e proprio crocevia tra riforme legislative, innovazione tecnologica e la necessità di dare risposte concrete a una categoria professionale spesso sovraccarica di responsabilità ma priva di tutele adeguate. Ne abbiamo parlato con Danilo Gamberoni, Presidente di AP, in occasione della fiera varesina dedicata all’abitare e al condominio: un appuntamento che si conferma un importante laboratorio di idee, connessioni e confronto per gli addetti ai lavori.
Un Ruolo Impegnativo ma Ricco di Opportunità
Essere presidente di un’associazione di categoria, spiega Gamberoni, è un incarico che assorbe gran parte del tempo e delle energie, ma che ripaga con grandi opportunità di crescita e di networking. La cornice della fiera varesina — all’interno di un padiglione interamente dedicato al condominio — ha offerto l’occasione ideale per consolidare vecchie amicizie, stringere nuove collaborazioni e gettare le basi per le sfide future.
Un ringraziamento speciale viene rivolto dal Presidente a tutta la sua squadra: “Ringrazio la mia associazione che mi dà la possibilità di operare, dal primo dei dirigenti all’ultimo degli associati, inteso come ultimo solo in ordine alfabetico.”
L’Agenda Politica e la Necessità di una Riforma Condominiale
Guardando alla fine del 2026 e all’intero 2027, l’associazione ha in cantiere una fitta programmazione politica e strategica. Il motivo è chiaro: il quadro normativo attuale non è più sufficiente a sostenere il lavoro quotidiano degli amministratori, siano essi in forma societaria, imprenditoriale o professionale.
Mentre il dibattito sul decreto condominio prosegue in Senato, l’obiettivo per il futuro è chiaro: ogni forza politica dovrà inserire nei propri programmi elettorali una riforma strutturale del condominio.
“Non possiamo permetterci di giacere statici su allori che ormai si sono seccati,” sottolinea Gamberoni. “Nel 2026, se da un lato gli applicativi tecnologici aiutano a snellire le attività di studio, dall’altro permangono problematiche irrisolte sulla certezza del credito, sui quorum assembleari e sulle modalità di tenuta delle scritture contabili.”
Problemi che alimentano il contenzioso e generano insicurezza in un comparto che, considerando anche il settore delle utenze, pesa oltre il 5% del PIL nazionale. A titolo di esempio, Gamberoni cita la realtà di Roma e provincia, dove si contano ben 140.000 stabili in condominio, a dimostrazione di quanto la normativa codicistica debba essere radicata ed efficiente su tutto il territorio nazionale.
Trasparenza, Formazione e il Ruolo del RUNAC
Un nodo cruciale resta la tutela e il riconoscimento della professione. L’auspicio comune è la concreta attuazione di un registro ufficiale degli amministratori, accompagnato da una chiara regolamentazione della filiera formativa.
Attualmente in Italia operano circa 350.000 amministratori (con almeno un codice fiscale attribuito dall’Agenzia delle Entrate), di cui oltre 50.000 militano nelle associazioni di categoria MIMIT di seconda sezione. Professionisti che affrontano ritmi massacranti, operando h24 e assumendosi responsabilità legali ed economiche enormi.
In questo scenario, il RUNAC (Registro Unico Nazionale Amministratori di Condominio), presentato ufficialmente lo scorso 8 maggio, rappresenta il “minimo comune denominatore” su cui la categoria può trovare un accordo condiviso. A questo deve affiancarsi un innalzamento della qualità della formazione: le attuali 15 ore previste dal DM 140 non bastano più e vanno contestualizzate rispetto alle reali complessità quotidiane affrontate dai professionisti. Gamberoni ribadisce inoltre l’importanza di superare il fenomeno delle autocertificazioni e del semplice passaparola da parte dei condòmini, introducendo controlli preventivi più rigorosi per evitare fenomeni di “colpa in eligendo”.
Il Modello Varese e lo Sguardo al Futuro
Chiamato a definire il ruolo di Varese come capitale ideale del condominio in questo fine settimana, Gamberoni preferisce guardare ai fatti: “A noi non occorrono titoli bibliotecari di capitale. Varese è una terra che ha sempre fornito ottime professionalità e risorse al mercato nazionale, confermandosi un serbatoio di idee da divulgare non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai cittadini.”
Un impegno nato dalla stima e dall’amicizia con l’organizzatore Andrea Leta, che testimonia la vitalità di un settore pronto a fare squadra per scrivere una nuova pagina della storia condominiale italiana.
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Redazione