L’ALLARME DI ANACI MILANO: “MANCANO 200 GIOVANI PER IL RICAMBIO GENERAZIONALE NEI PALAZZI”
Il mercato immobiliare corre, la complessità normativa esplode tra transizione energetica, bonus edilizi e sicurezza dei cantieri, ma i professionisti alla guida dei palazzi rischiano l’estinzione per via dell’anagrafe. È l’allarme lanciato da Leonardo Caruso, presidente di Anaci Milano, in occasione della 17ª edizione dell’Anaci Day, che fotografa una situazione critica per il capoluogo lombardo.
Nel cuore di una delle aree metropolitane più dinamiche d’Italia, il settore sconta una carenza strutturale di nuove leve: circa 200 amministratori attuali sono vicini o hanno raggiunto i 76 anni di età, e non trovano giovani pronti a raccogliere il testimone.
Studi al collasso e stabili senza guida
Il paradosso del mercato milanese vede la coincidenza tra l’invecchiamento della categoria e un’espansione costante del settore immobiliare e delle richieste di gestione. I professionisti in attività gestiscono già un carico di lavoro straordinario, aggravato dall’aumento degli adempimenti burocratici, fiscali e legali.
Le conseguenze sul mercato sono pesanti:
Studi al limite: Le strutture esistenti sono letteralmente al collasso e non dispongono della capacità operativa per accettare la gestione di nuovi condomini.
Stabili “orfani”: Quando un amministratore storico cessa l’attività per raggiunti limiti d’età, gli stabili faticano a trovare un professionista disponibile ad acquisire il portafoglio e a subentrare nella gestione.
Perché i giovani non scelgono la professione di amministratore?
Tra le cause di questa desertificazione professionale, Anaci punta il dito contro un problema storico di percezione e di status della professione. A differenza di altre carriere tradizionali che passano dai percorsi universitari, il mestiere dell’amministratore è rimasto a lungo ai margini del riconoscimento istituzionale e accademico. I giovani tendono a orientarsi verso sbocchi percepiti come più stabili, meno frenetici o esenti dalla complessità e dai ritmi elevati che caratterizzano la gestione quotidiana dei fabbricati.
Eppure, oggi il ruolo del tradizionale “amministratore” si è evoluto in quello di un vero e proprio manager immobiliare e di comunità (building manager), capace di incidere concretamente sulla qualità della vita urbana, sulla riqualificazione energetica e sulla riduzione dei costi in bolletta per le famiglie.
Le iniziative per invertire la rotta: da “Generazione Anaci” al dialogo con le scuole
Per colmare questo divario, l’associazione di categoria sta puntando forte sulla formazione e sul coinvolgimento delle nuove generazioni. Accanto ai corsi di formazione professionale avanzata (che integrano nuove competenze su intelligenza artificiale, sicurezza e transizione green), Anaci promuove progetti mirati come “Generazione Anaci” e iniziative di orientamento in collaborazione con licei e istituti tecnici milanesi.
L’obiettivo è far comprendere agli studenti che amministrare un condominio non è più solo una questione di contabilità spicciola, ma una professione moderna, tecnologica e ad alto impatto sociale ed economico.
Il consiglio di “Benvenuti in Condominio”: Valorizzare la figura del professionista della gestione immobiliare e attrarre giovani qualificati è la chiave indispensabile per garantire stabilità, trasparenza e sicurezza ai nostri edifici.
Il tuo condominio ha riscontrato difficoltà nel trovare un amministratore strutturato e pronto a raccogliere le sfide della gestione moderna?
Raccontaci nei commenti: credi che i giovani di oggi sottovalutino le grandi opportunità professionali offerte dal settore della gestione immobiliare?
Redazione
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