Nessuna macchia sui muri, nessun soffitto bagnato e nessuna segnalazione dai condomini. Eppure i consumi aumentano improvvisamente. A volte il problema si nasconde sotto i nostri piedi, dove una tubazione può perdere acqua per settimane senza lasciare tracce evidenti.
L’occhio del Condominio
Non tutti i problemi di un edificio si manifestano attraverso un danno visibile. Alcuni emergono soltanto quando si confrontano i numeri, come accade con i consumi dell’acqua.
Il consumo che non torna
Un condominio di venti appartamenti riceve la consueta bolletta dell’acqua. L’importo è decisamente superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’amministratore controlla i consumi, verifica le letture e cerca una spiegazione.
Sono aumentati gli abitanti? Qualcuno ha effettuato lavori? Ci sono stati utilizzi straordinari dell’acqua?
Le verifiche non evidenziano nulla di particolare.
Eppure il contatore generale continua a registrare consumi anomali.
La spiegazione potrebbe trovarsi in un punto dell’edificio che nessuno vede: una tubazione interrata.
Una perdita senza una goccia in superficie
Quando pensiamo a una perdita d’acqua, immaginiamo quasi sempre una macchia sul soffitto, un muro umido oppure una pozzanghera.
Ma una tubazione che corre sotto il cortile, nel terreno o al di sotto della pavimentazione può danneggiarsi senza produrre segnali immediatamente riconoscibili.
L’acqua si disperde nel sottosuolo, talvolta per settimane o mesi, prima che qualcuno si accorga del problema.
E non servono necessariamente rotture importanti.
Una perdita continua di appena un litro al minuto può sembrare trascurabile. Ma quanto incide nel tempo?
Circa 43.200 litri in un mese di trenta giorni.
Equivalgono a oltre 43 metri cubi d’acqua, che vengono registrati dal contatore e possono finire regolarmente in bolletta, senza essere stati utilizzati da nessuno.
È questo il particolare più insidioso: il danno economico può crescere molto prima che si riesca a individuare quello materiale.
Come si scopre ciò che non si vede?
La prima verifica può essere relativamente semplice.
Se il contatore generale continua a registrare un passaggio d’acqua anche quando tutti gli utilizzi conosciuti sono stati esclusi, potrebbe esserci una dispersione lungo la rete.
Naturalmente occorre distinguere gli impianti comuni da quelli privati e considerare eventuali consumi automatici, come irrigazione o sistemi tecnici.
Quando il sospetto diventa concreto, possono intervenire professionisti specializzati nella ricerca delle perdite.
Attraverso strumenti come geofoni, sistemi di correlazione acustica e altre tecnologie diagnostiche è possibile restringere l’area interessata, evitando, quando le condizioni lo consentono, di demolire indiscriminatamente cortili e pavimentazioni.
La ricerca, però, rappresenta soltanto una parte del problema.
Una volta individuato il guasto bisogna intervenire sulla tubazione e ripristinare le superfici eventualmente rimosse.
Ed è proprio qui che emerge un aspetto spesso sottovalutato.
Il tubo costa poco. Raggiungerlo può costare molto
Immaginiamo una tubazione danneggiata sotto il vialetto d’ingresso di un condominio.
La riparazione del tratto compromesso potrebbe essere relativamente semplice.
Ma per raggiungerlo potrebbe essere necessario rimuovere la pavimentazione, effettuare uno scavo, mettere in sicurezza l’area e successivamente ripristinare tutto.
Il costo dell’intervento può quindi dipendere molto più dalle opere necessarie per raggiungere il tubo che dalla riparazione del tubo stesso.
Ecco perché, quando si parla di assicurazioni condominiali, è importante conoscere la differenza tra il danno provocato dall’acqua e le spese necessarie per ricercare e riparare la rottura.
Sono voci che possono essere disciplinate da garanzie differenti, con massimali, franchigie ed esclusioni specifiche.
Non tutte le polizze, inoltre, trattano allo stesso modo le tubazioni interrate.
Un contratto può prevedere determinate spese di ricerca e riparazione, ma limitare o escludere alcune situazioni. Anche l’eventuale rimborso dell’acqua dispersa richiede una verifica separata: non è automaticamente compreso nella copertura del guasto.
Chi paga l’acqua che nessuno ha consumato?
È una delle domande più frequenti quando viene individuata una perdita occulta.
Il fatto che l’acqua sia finita nel terreno, anziché essere utilizzata dai residenti, non comporta automaticamente l’annullamento della bolletta.
I gestori del servizio idrico devono prevedere tutele minime per le perdite occulte; possono inoltre offrire agevolazioni aggiuntive. Per richiederle occorre verificare requisiti, modalità e tempi indicati dal proprio gestore.
La delibera ARERA 609/2021/R/idr prevede tutele minime per queste situazioni, ma per ottenerle occorre rispettare i requisiti e le procedure applicabili, documentare il guasto e la sua riparazione.
Per questo è importante conservare fotografie, fatture, relazioni tecniche e letture del contatore.
Una documentazione completa può essere utile sia nei confronti del gestore idrico sia per l’eventuale pratica assicurativa.
Il controllo più semplice è anche quello più trascurato
Non è necessario attendere una bolletta anomala per accorgersi che qualcosa non funziona.
Confrontare periodicamente le letture del contatore generale e verificare eventuali scostamenti rispetto ai consumi abituali permette di individuare prima situazioni sospette.
In un condominio, dove i consumi vengono distribuiti tra numerose famiglie, un aumento progressivo può passare inosservato più facilmente di quanto si immagini.
La tecnologia aiuta a localizzare le perdite, ma il primo segnale spesso è già disponibile, scritto su un contatore.
Il problema è accorgersi che quel numero sta raccontando qualcosa di diverso dal solito.
Publiredazionale a cura di CD Insurance
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