Carlo Moritz racconta quarant’anni di carriera nel podcast Straordinaria Amministrazione.
Attraverso la storia dello Studio Moritz di Milano, l’intervista ripercorre i cambiamenti della professione. Al centro ci sono responsabilità, rapporti con i condòmini e passaggio generazionale.
Le origini: dal tavolo da disegno alla gestione del patrimonio
Lo studio nasce nel 1938. A fondarlo è Giorgio Nador, ingegnere e nonno di Carlo. L’attività iniziale riguarda l’ingegneria e la progettazione.
All’epoca l’amministratore era già previsto dall’art. 16 del R.D.L. 15 gennaio 1934, n. 56, prima della successiva disciplina del codice civile del 1942; gli immobili venivano spesso costruiti e successivamente gestiti dagli stessi progettisti.
Nel dopoguerra, la nonna di Carlo porta avanti l’attività. Guida lo studio in un periodo in cui le donne incontrano ancora forti ostacoli nell’accesso ai ruoli direttivi.
Il “mestiere” visto da vicino: evoluzione e complessità
Carlo Moritz comincia a frequentare lo studio da giovanissimo. Dalla fine degli anni Ottanta affianca la nonna nelle assemblee. Questa esperienza gli permette di osservare da vicino come cambia il condominio:
Da contabile a manager dei servizi: Il lavoro non si limita più alla riscossione delle quote o alle piccole manutenzioni. L’amministratore coordina servizi sempre più complessi.
Le responsabilità crescenti: Sicurezza, legionella, controlli sugli impianti e gestione delle parti comuni richiedono attenzione e competenze. Nell’intervista emerge il peso crescente di queste responsabilità.
Il valore del tempo e della ponderazione: Come sottolinea Moritz, «la risposta giusta richiede tempo». Chat e social alimentano l’attesa di risposte immediate. L’amministratore, però, deve poter valutare le decisioni con attenzione. La fretta può portare a errori e costi per i condòmini.
Il rapporto con i condòmini e la gestione della comunicazione
Uno dei nodi centrali emersi nell’intervista riguarda il deterioramento del rapporto fiduciario e il peso della comunicazione digitale. L’uso incontrollato dei gruppi WhatsApp e la diffusione di informazioni superficiali spesso alimentano tensioni inutili.
Per gestire queste difficoltà servono regole chiare e il supporto dei consiglieri di condominio. Occorre inoltre saper mediare tra le esigenze dei residenti, evitando che ogni assemblea diventi uno scontro.
Passaggio generazionale e uno sguardo al futuro
Il futuro dello studio passa anche dalla figlia Tosca. La nuova generazione si prepara a raccogliere il testimone, portando competenze tecniche e un nuovo contributo al lavoro quotidiano.
Il messaggio finale di Carlo Moritz alle nuove generazioni di amministratori è un invito prezioso: difendere il proprio tempo di qualità. La professione può assorbire molte energie. Per questo è importante saper staccare, organizzare bene il lavoro e ottenere il giusto riconoscimento professionale. Sono scelte che aiutano a conservare passione ed equilibrio.
Guarda l’intervista completa qui sotto
Redazione
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