Ci sono storie di condominio che partono da una bolletta non pagata o da un cortile troppo rumoroso, e poi ci sono quelle che nascono da… un musetto peloso. Sì, perché uno dei temi che più divide i condomini italiani, insieme alla temperatura del riscaldamento e ai rumori notturni, è la presenza di animali domestici.
C’è chi non vede l’ora di incrociare il gatto che sonnecchia sul davanzale o il cane che scodinzola in ascensore. E c’è chi, invece, storce il naso e sostiene che “in condominio non ci stanno bene”.
Ma il regolamento condominiale può davvero vietare la presenza di animali? E soprattutto: è giusto?
Cosa dice la legge
Dal 2012 il Codice Civile è cambiato: il regolamento condominiale non può vietare, in maniera assoluta, di tenere animali domestici negli appartamenti privati. Questo significa che, se il tuo cane è tranquillo e il tuo gatto non organizza maratone notturne nei corridoi, il vicino del piano di sopra non può appellarsi a un divieto totale.
Attenzione, però: il condominio può stabilire regole di comportamento nelle aree comuni. Ad esempio, potrebbe essere obbligatorio tenere il cane al guinzaglio in giardino o non permettere al gatto di gironzolare libero in garage.
Condominio e animali: convivenza possibile
Il condominio è una piccola comunità, e come in ogni comunità serve equilibrio. Avere un cane o un gatto in casa non è un problema, ma è necessario rispettare le regole per non trasformare la convivenza in una battaglia di lamentele.
Ecco alcune buone pratiche:
- Guinzaglio e museruola nelle aree comuni, per garantire sicurezza a tutti.
- Pulizia immediata in caso di “incidenti” nel cortile o negli spazi comuni.
- Controllo del rumore: un cane che abbaia senza sosta può diventare il nemico pubblico numero uno.
Perché il “no” assoluto non funziona
Il divieto totale di animali in condominio, oltre a essere contrario alla legge, ignora un dato di fatto: gli animali domestici fanno parte della vita di milioni di famiglie italiane.
Secondo i dati più recenti, in Italia vivono circa 65 milioni di animali domestici, più o meno uno per abitante!
Molti studi dimostrano che la presenza di un animale migliora l’umore, riduce lo stress e può persino abbassare la pressione sanguigna. In un condominio, un cane socievole può diventare un “mediatore di pace” tra vicini che non si parlano da anni.
Benvenuti in condominio… anche a quattro zampe
La vera sfida, quindi, non è decidere se accogliere animali, ma come farlo senza conflitti. Qui entrano in gioco il buon senso, la tolleranza e il dialogo.
Un’assemblea condominiale che affronta il tema con serenità può stabilire regole chiare, evitando guerre di sguardi sul pianerottolo.
E poi, diciamolo: un condominio in cui ci si saluta perché si è usciti insieme per portare giù il cane, o in cui ci si scambia un sorriso davanti a un gatto curioso in finestra, è un condominio migliore.
Redazione