Esci di casa e trovi un obiettivo rivolto verso il pianerottolo. La domanda arriva subito: sta proteggendo l’ingresso del vicino o sta registrando anche le tue abitudini? La risposta richiede di capire che cosa riprende davvero l’impianto, chi lo gestisce e per quale finalità.

Essere proprietari non autorizza a riprendere tutto
Nel provvedimento del 27 marzo 2025, documento web 10167265, il Garante ribadisce che l’esenzione per attività esclusivamente personali o domestiche ha un perimetro limitato. Le riprese non devono estendersi indiscriminatamente a spazi comuni, luoghi pubblici o pertinenze altrui. La proprietà dell’area non risolve da sola ogni problema quando sono coinvolti diritti di terzi.
I rischi concreti vanno motivati
Lo stesso provvedimento ammette che, in presenza di rischi effettivi e documentati, l’estensione delle riprese oltre la stretta pertinenza possa essere valutata sulla base del legittimo interesse. Occorrono motivazioni e rispetto della disciplina sulla protezione dei dati. Non è quindi corretto presentare ogni telecamera privata come vietata, né invocare genericamente la sicurezza per giustificare qualsiasi inquadratura.
Il cartello non è un lasciapassare
Le FAQ del Garante ricordano che chi entra in una zona soggetta a videosorveglianza deve essere informato prima dell’accesso e poter consultare l’informativa completa. La conservazione delle registrazioni deve essere commisurata alla finalità: non esiste una durata universale da applicare senza valutazioni. Questi obblighi vanno distinti dalle situazioni realmente domestiche escluse dal GDPR.
Come affrontare il problema senza peggiorare i rapporti
Un confronto utile parte da domande concrete, possibilmente scritte. Chiedere una verifica dell’angolo di ripresa è più efficace che accusare qualcuno di spiare senza elementi. Se si tratta di un impianto comune, coinvolgi l’amministratore; per un dispositivo privato, chiarisci chi decide il trattamento. In caso di dubbio persistente, conserva le comunicazioni e valuta il percorso appropriato con un professionista o con il Garante.
La checklist da conservare
- Annota dove si trova la telecamera e quali aree sembrano coinvolte.
- Chiedi chi gestisce l’impianto e dove trovare l’informativa, se dovuta.
- Proponi una verifica tecnica dell’inquadratura e delle mascherature.
- Evita di manomettere o coprire dispositivi altrui.
- Non pubblicare immagini dei vicini per alimentare la discussione.
Una domanda frequente
Una telecamera privata e un impianto condominiale sono la stessa cosa?
No. Cambiano titolarità, finalità e percorso decisionale: prima di valutare la regolarità occorre identificare il sistema concreto.
Leggi anche: Videosorveglianza: sicurezza e GDPR in condominio.
Fonti verificate il 15 ottobre 2026: Garante privacy, provvedimento 27 marzo 2025, doc. web 10167265; Garante privacy, FAQ sulla videosorveglianza.
Ti è utile questa guida? Condividila con i tuoi vicini e segui la pagina Facebook di Benvenuti in Condominio per altri approfondimenti.
Redazione Benvenuti in Condominio
Resta aggiornato con Benvenuti in Condominio
Notizie, guide e sentenze per vivere e amministrare meglio il condominio. Scegli come seguirci:
PDF con il logo di Benvenuti in Condominio.































