Una tassa più leggera per chi affitta casa con un contratto a canone concordato, con un’ulteriore riduzione quando l’inquilino è giovane. La cedolare secca 2027 entra nel dibattito sulla casa: il Governo ha annunciato aliquote del 5% e dell’1%. Prima di rifare i conti, però, occorre fissare un punto: si tratta di una proposta nel disegno di legge di bilancio, non di uno sconto già operativo.
Cedolare secca 2027: cosa ha annunciato il Governo
Nel comunicato del Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2026, dedicato anche al DDL bilancio 2027, l’esecutivo indica il passaggio dal 10% al 5% per gli affitti a canone concordato. Per i contratti con conduttori fino a 35 anni, l’aliquota annunciata è invece dell’1%.
La misura deve attraversare l’esame parlamentare. Per conoscere beneficiari, decorrenza e condizioni definitive servirà quindi la legge approvata: il solo annuncio non consente di applicare le nuove percentuali ai canoni incassati.

Le aliquote attuali e un esempio concreto
Per le locazioni abitative, le regole oggi vigenti illustrate dalla Camera prevedono la cedolare ordinaria al 21% e quella ridotta al 10% per i contratti a canone concordato che rispettano i requisiti previsti. L’agevolazione, dunque, non deriva soltanto dal nome attribuito al contratto.
Quanto cambierebbe? Su un canone annuo ipotetico di 9.600 euro, il 10% corrisponde a 960 euro di imposta. Applicando il 5% si scenderebbe a 480 euro; con l’1% a 96 euro. Sono semplici simulazioni sullo stesso canone, valide solo se le nuove aliquote saranno approvate e applicabili al caso concreto. Non rappresentano un risparmio già acquisito.
Che cosa devono controllare proprietari e inquilini
Il comunicato non chiarisce il trattamento dei contratti già in corso, il momento in cui verificare l’età dell’inquilino o le regole per un contratto intestato a più persone. Non è quindi prudente promettere a tutti l’aliquota dell’1% o dare per automatico il beneficio dal primo gennaio.
Per chi deve affittare, il confronto resta tra canone effettivamente ottenibile, imposte e requisiti del contratto. Una percentuale fiscale inferiore non basta, da sola, a misurare la convenienza. E le notizie sul canone concordato vanno tenute distinte dalla disciplina degli affitti brevi in condominio.
Prima di stipulare o modificare un contratto, verificate con un professionista le regole applicabili e, quando sarà disponibile, il testo definitivo della manovra. La proposta può cambiare i conti degli affitti; oggi la scelta deve ancora poggiare sulle norme in vigore.
Aggiornato al 30 ottobre 2026.
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