Hai mai pensato di trasformare il tuo balcone in un piccolo salotto affacciato sulla città? Non è un’idea inconsueta… ma prima di cadere nell’estasi, meglio sapere che chiudere il balcone con una veranda equivale a una sopraelevazione, anche se l’altezza resta invariata. Questo significa modifica della sagoma, aumento volumetrico e nuova superficie abitabile — e richiede permesso di costruire, e non si tratta di un dettaglio: decidere senza conoscere la regola può significare demolizione.
Quando serve il permesso di costruire
Il TAR e il Consiglio di Stato hanno chiarito più volte: una veranda stabile con chiusura definitiva cambia in modo significativo l’edificio e non è mai “solo una pertinenza”. Anche se fatta con materiali leggeri, diventa un nuovo ambiente da considerare a tutti gli effetti come parte viva dell’immobile.
E se abiti in zona sismica?
Se il tuo condominio è in zona sismica ad alta pericolosità, la partita si fa ancor più seria. La legittimità dell’opera non riguarda solo il permesso edilizio, ma anche la verifica della sicurezza strutturale: secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 17279/2025), una veranda sul balcone può richiedere una valutazione sismica dell’intera costruzione.
Morale della storia… e del condominio
Il condominio non è mai solo “casa mia”.
Una veranda ti offre metri quadri nuovi e vista migliorata, ma può diventare una questione strutturale, legale e collettiva.
Cosa fare se vuoi chiudere il balcone con una veranda
- Contatta un tecnico abilitato: solo lui può dirti se serve il permesso di costruire o una SCIA.
- Consulta l’amministratore e verifica in assemblea: serve approvazione comune per gestire la legalità e la gestione dei costi.
- Se sei in zona sismica, chiedi se serve anche la verifica antisismica dell’edificio.
- Evita scorciatoie: una veranda “quasi temporanea” può comunque essere considerata abusiva, con conseguenze economiche e strutturali.
In condominio, ogni centimetro in più vale di più: non solo spazio, ma anche responsabilità condivisa.
Meglio essere informati e tutelati… prima di piantare l’ultima trave.
Redazione