venerdì, 29 agosto 2025

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Privacy in condominio: cosa occorre sapere per non andare in cortocircuito

In un condominio, la privacy non è un optional: è una regola da rispettare, anche quando si parla di aria comune. I dati personali—come numeri, cognomi, informazioni sanitarie o immagini — non vanno lasciati alla buona sorte. Ecco cosa devi sapere.

1. L’amministratore, tra incarichi e responsabilità

L’amministratore è spesso il titolare del trattamento dei dati personali dei condomini oppure, se delegato, ne diventa il responsabile ai sensi del GDPR. Questo significa che ha l’obbligo di:

  • Gestire i dati (anagrafici, morosità, telefonici, sanitari) con criterio e sicurezza.
  • Tenere un registro dei trattamenti (art. 30 GDPR).
  • Richiedere una valutazione d’impatto (DPIA) quando l’impianto di videosorveglianza è massiccio.
  • Segnalare eventuali violazioni dei dati (“data breach”) entro 72 ore alle autorità competenti

Il rispetto del GDPR non è un optional tecnico: può generare sanzioni pesanti per il condominio e per l’amministratore stesso .

2. Le telecamere in condominio: tra sicurezza e privacy

Installare un sistema di videosorveglianza nelle zone comuni (cortile, ascensore, scale) è possibile… ma solo se si rispettano alcune regole fondamentali:

  • Serve una delibera dell’assemblea con maggioranza qualificata (art. 1136 c.c.).
  • È ammesso se si può provare che la misura è: necessaria, proporzionata, efficace per la tutela del condominio (per esempio: precedenti furti)
  • È obbligatorio installare cartelli chiari che segnalino le telecamere e il titolare del trattamento, oltre a limitare la conservazione delle immagini (massimo 7 giorni)
  • L’accesso alle registrazioni deve essere ristretto a personale autorizzato, protetto da password o credenziali sicure.
  • I singoli condomini non possono installare telecamere private che riprendano le aree comuni: è considerato illecito e lesivo della privacy altrui

3. La bacheca condominiale & altri spazi di comunicazione

Anche affiggere dati sensibili sulla bacheca, inviare email o condividere documenti riguardanti vicini (es. per molestie o barriere architettoniche) richiede attenzione:

  • Le informazioni pubblicate sulla bacheca condominiale devono essere generiche, come date delle assemblee o avvisi anonimi, mai nomi o persone specifiche
  • I siti web o chat di condominio vanno gestiti con trasparenza e nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati: si raccolgono solo quelli strettamente necessari, e solo per il tempo necessario.

4. Un condominio moderno… con regole chiare

Pensare alla privacy condominiale non è solo colla o burocrazia: è rispetto reciproco, equità, prevenzione. Informare i condomini sulle regole, nominare eventualmente un consulente privacy o un DPO (nei grandi edifici) può evitare tensioni, contenziosi e sanzioni.

In conclusione, in condominio la privacy non è un lusso: è un dovere civico. Conoscere, applicare e confrontarsi su questi temi fa davvero la differenza tra semplice convivenza e comunità consapevole.

Redazione