venerdì, 29 agosto 2025

ULTIMI ARTICOLI

Se ristrutturo… disturbo anche te? Quando i lavori diventano (anche) affare dei vicini

Rifare il bagno, cambiare i pavimenti, spostare pareti o installare impianti nuovi: ogni intervento dentro casa è una scelta personale, ma non sempre resta confinato fra le proprie quattro mura. In condominio, ciò che accade in un appartamento può letteralmente… sgocciolare al piano di sotto.

E no, non è solo una metafora.

Un martello per me, un incubo per te

Le ristrutturazioni sono tra le principali cause di tensione tra vicini. I rumori prolungati, la polvere che invade le scale, gli operai che salgono e scendono, i materiali accatastati nel cortile. Ma il problema più serio emerge quando, per errore o per sfortuna, un intervento causa danni all’abitazione accanto o a quella sottostante.

Le situazioni più comuni?

  • Infiltrazioni d’acqua durante il rifacimento di bagni e cucine
  • Cedimenti di pavimenti che danneggiano i soffitti sottostanti
  • Forature accidentali di tubature comuni
  • Spostamenti strutturali che causano crepe in muri confinanti

Chi paga se qualcosa va storto?

Se il danno deriva da un lavoro all’interno dell’appartamento, il responsabile diretto è sempre il proprietario, anche se il danno è stato causato da un’impresa esterna. Sta poi al proprietario rivalersi sulla ditta, se del caso.

Fondamentale, quindi, è:

  • Verificare che l’impresa abbia un’assicurazione professionale attiva
  • Informare i vicini prima dell’inizio dei lavori, soprattutto quelli più vicini (piano di sotto e appartamenti attigui)
  • Controllare l’estensione della propria polizza casa, che può coprire danni involontari a terzi

Serve avvisare l’amministratore?

Sì. Anche se i lavori sono dentro casa, è buona norma — e in molti casi obbligo — informare l’amministratore, soprattutto se si utilizzano spazi comuni (scale, cortili, ascensore) o se c’è rischio di toccare parti condominiali come muri portanti, facciate, impianti idrici o elettrici.

Alcuni regolamenti prevedono persino orari specifici per lavori rumorosi. La comunicazione preventiva tutela tutti.

Il rispetto non è un optional edilizio

Al di là degli obblighi legali, c’è un principio che vale sempre: in condominio non si è mai del tutto soli. Quello che scegliamo di fare in casa può — e spesso lo fa — toccare qualcun altro. Informare, avvisare, e (quando serve) scusarsi, sono gesti piccoli che evitano grandi conflitti.

I “buoni lavori” si fanno così:

  • Avvisa sempre i vicini più vicini (sopra, sotto e accanto)
  • Invia una comunicazione scritta all’amministratore con data inizio/fine e tipo di intervento
  • Proteggi scale e ascensore se usati per trasporti pesanti
  • Verifica assicurazioni e responsabilità dell’impresa
  • Fissa orari “civili” per i lavori più rumorosi (ad esempio: 9–13 / 15–18)

Perché in condominio, la vera ristrutturazione è quella dei rapporti: se ben fatti, durano più di un nuovo bagno.

Redazione