Caro diario, stasera ho bisogno di scriverlo a te, perché in testa ho un casino tremendo. Oggi con Leo abbiamo litigato di nuovo fuori dalla scuola. All’inizio sembrava tutto un sogno: le sue attenzioni, i messaggi continui, il fatto che un ragazzo di terza si fosse accorto di me. Ma da qualche settimana le cose sono cambiate. Ha iniziato a fare battute sul mio modo di vestire, dicendo che quell’elastico nei capelli o quei jeans stretti servono solo a farmi guardare dagli altri. Oggi si è arrabbiato tantissimo perché durante la ricreazione scherzavo con Marco, il mio compagno di banco dalle medie. Mi ha detto che se lo amo davvero devo cancellare tutti i ragazzi dalla mia vita.
28 Settembre: le scuse e le regole
Caro diario, ogni volta che esplode, poi si trasforma. Mi urla contro, poi mi chiede scusa e dice che lo fa solo perché ha troppa paura di perdermi, che il suo è “troppo amore”. Per un po’ ci ho creduto. Pensavo che per essere una brava fidanzata dovessi cedere, rassicurarlo. Gli ho dato le password dei miei profili social e ho smesso di uscire con le mie amiche il sabato pomeriggio. Ma ieri ha preteso che gli mandassi la posizione in tempo reale ogni volta che esco da casa…mi sono sentita soffocare. Ho guardato il mio telefono e ho capito che quella non era protezione: era controllo. E ho realizzato che se fosse stata una mia amica a vivere una situazione simile, le avrei consigliato di scappare a gambe levate.
5 Ottobre: la forza delle parole
Caro diario, oggi è successa una cosa importante. In classe la prof di lettere ha letto un brano che parlava di rispetto e di confini personali nelle relazioni. Mentre leggeva, ho sentito lo stomaco che mi si aggrovigliava. Mi sono resa conto che avere quattordici anni non significa dover accettare che qualcuno decida per te. Leo non sta amando me, sta cercando di modellarmi come vuole lui. Tornando a casa gli ho mandato un messaggio su WhatsApp per vederci al parco. Avevo le mani che tremavano e il cuore a mille, ma sapevo di non poter più far finta di niente.
11 Ottobre: i miei paletti
Caro diario, ci siamo visti alla nostra solita panchina. Gli ho parlato chiaramente, senza alzare la voce ma guardandolo dritto negli occhi. Gli ho detto che gli voglio bene, ma che ci sono confini che non permetterò a nessuno di superare. Ho ripreso le mie password, gli ho detto che i miei amici non si toccano e che il mio modo di vestire lo decido solo io, che sono la persona che si guarda allo specchio ogni mattina. Lui ha provato di nuovo a fare il ferito, poi si è arrabbiato, dicendomi che sono fredda ed egoista. Lì ho capito tutto: quando un ragazzo ti accusa di egoismo solo perché pretendi rispetto, sta dimostrando che non gli importa chi sei veramente.
20 Ottobre: respirare a pieni polmoni
Caro diario, ci siamo lasciati. È stata dura e qualche lacrima l’ho versata, inutile negarlo. Ma oggi, camminando verso scuola con le mie amiche, ho sentito una sensazione strana e bellissima: la leggerezza. Ho capito che la violenza non parte sempre dai pugni; parte da quei piccoli pezzi della tua vita che ti lasci scappare per far contento l’altro, pur di non farlo arrabbiare. Io ho solo quattordici anni e tutta la vita davanti. Non permetterò mai più a nessuno di farmi credere che annullarmi sia il prezzo da pagare per essere amata. Caro diario, a tutto questo, ho detto “no”.
Chiara Ceddia
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