domenica, 31 agosto 2025

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Fare l’amministratore oggi: tra passato, presente e futuro. Uno sguardo dal Lago Maggiore

Mi chiamo Daniele e svolgo la professione di amministratore di condominio da diversi anni, in una zona bellissima e particolare come quella del Lago Maggiore, proprio al confine con la Svizzera.

Questa posizione geografica offre molti vantaggi, ma comporta anche sfide specifiche che nel tempo hanno cambiato profondamente il modo di lavorare. Un mestiere che è cambiato (e tanto).

Quando ho iniziato, il lavoro dell’amministratore era vissuto in modo molto diverso. Bastava poco: qualche controllo, le bollette pagate, l’assemblea una volta l’anno e magari una telefonata al tecnico di fiducia per sistemare l’antenna o una perdita. Il rapporto con i condomini era più diretto, semplice, spesso gestito a voce o con un foglio sul portone.

Oggi è tutto cambiato. L’amministratore è diventato un vero professionista multidisciplinare, chiamato a conoscere normative in continua evoluzione, a relazionarsi con enti pubblici e fornitori, a gestire impianti complessi, a redigere bilanci trasparenti e a fare tutto questo con strumenti digitali, PEC, portali online, firme elettroniche, e così via.

Fare l’amministratore sul Lago Maggiore

Lavorare in una zona come la nostra ha delle particolarità:I condomìni sono spesso composti da residenti stabili, ma anche da proprietari stranieri o frontalieri che vivono parte dell’anno altrove. Questo significa dover gestire comunicazioni chiare, tradotte quando serve, e organizzare lavori anche a distanza. La vicinanza con la Svizzera porta confronti inevitabili: “Lì fanno così… perché qui è diverso?”, oppure richieste di precisione e tempistiche molto rigorose, a cui cerchiamo sempre di rispondere al meglio. C’è una forte attenzione alla qualità della vita e al decoro, giustamente richiesti in un territorio naturale e turistico come il nostro.

Vantaggi e soddisfazioni

Fare l’amministratore, nonostante tutto, resta un lavoro pieno di stimoli.

Ogni giorno è diverso, si imparano cose nuove, si conoscono persone interessanti e si ha il piacere – quando tutto funziona – di contribuire a migliorare il vivere comune. Il contatto umano, la capacità di trovare soluzioni e l’organizzazione sono gli aspetti più belli del mestiere.

Le difficoltà reali (che spesso non si vedono)

Il problema più frequente? Far capire cosa fa davvero un amministratore. Spesso si pensa che basti fare “due conti”, convocare l’assemblea e incassare. Ma dietro ci sono ore di telefonate, sopralluoghi, documenti da preparare, scadenze da rispettare, problemi da anticipare, normative da applicare (dal decreto legislativo sull’acqua alla sicurezza sugli impianti centralizzati), senza contare l’attività di mediazione tra chi è sempre presente e chi, magari, non risponde per mesi. E poi c’è la burocrazia che cresce, i bonus edilizi da interpretare, gli adempimenti ambientali, i fornitori da selezionare con attenzione, la necessità di restare aggiornati in un settore dove l’errore non è mai ammesso.

Grandi città e piccoli centri: non è la stessa cosa

A differenza di chi lavora nelle grandi città, qui nei piccoli centri i rapporti sono più personali.Ci si conosce, ci si incontra al bar o al mercato. Questo è bello, ma richiede anche molta attenzione, perché ogni decisione, ogni intervento, è vissuto anche a livello “umano” prima che tecnico.Le relazioni vanno gestite con tatto, serve equilibrio, perché si lavora letteralmente “dentro la comunità”.

Le sfide del futuro

Efficienza energetica: adeguare gli edifici alle nuove normative ambientali sarà una priorità.

Digitalizzazione: strumenti online, accessi trasparenti ai documenti, pagamenti elettronici, tutto più rapido ma anche più esigente.

Cultura della convivenza: soprattutto nei condomìni misti o turistici, sarà fondamentale lavorare sull’educazione al rispetto e alla partecipazione.

Attenzione maggiore alle persone con disabilità.

Una curiosità (con il sorriso)

In questi anni ne ho viste tante: dalla richiesta di installare un Wi-Fi in ascensore “per non restare soli in caso di emergenza”, a chi voleva piantare un limone nel giardino comune “perché porta fortuna”, fino alla signora che chiedeva di cambiare il colore delle cassette postali perché “troppo tristi”, oppure alla richiesta di creare un regolamento con orari e giorni per i rapporti sessuali ..sic!!!È anche questo il bello del nostro lavoro: ogni giorno è diverso, e dietro ogni porta c’è una storia.

In conclusione, essere amministratore sul Lago Maggiore significa molto più che gestire conti e riunioni: vuol dire ascoltare, trovare soluzioni, fare da ponte tra esigenze diverse, con competenza e tanta pazienza.

E nonostante le difficoltà, quando un condominio funziona bene, c’è rispetto e collaborazione, tutto il resto passa in secondo piano.

Daniele Di Pasqua