Un sopralluogo di routine per il controllo dei campioni d’acqua si è trasformato in un incubo. È quanto accaduto a Sassari, dove un amministratore di condominio è stato condannato in primo grado. La pena di due anni e otto mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale.
La vicenda, che aveva scosso profondamente l’opinione pubblica, si è chiusa con il verdetto del giudice che ha accolto l’impianto accusatorio nato dalla denuncia coraggiosa della vittima.
Il fatto: l’agguato nei locali tecnici del palazzo
La vittima è una biologa che era stata incaricata di eseguire dei prelievi di controllo sui serbatoi e sui campioni d’acqua all’interno di un edificio amministrato dall’imputato.
Secondo quanto ricostruito nelle indagini e confermato dal giudizio, una volta ultimati i prelievi e mentre la professionista si accingeva a lasciare il locale tecnico per andare via, l’amministratore l’avrebbe bloccata impedendole i movimenti. L’uomo le avrebbe immobilizzato le braccia per poi palpeggiarla nelle parti intime e sul seno, accompagnando il gesto con frasi offensive e intimidatorie.
Nonostante lo choc e la situazione di isolamento in cui si è trovata all’interno dello spazio condominiale, la donna è riuscita a divincolarsi, a lasciare immediatamente l’edificio e a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.
La sentenza e la reazione della difesa
Il processo, celebrato nelle aule del tribunale di Sassari, ha portato alla condanna a 2 anni e 8 mesi. Una decisione pesante che riconosce la gravità della condotta commessa da chi, rivestendo una carica di rappresentanza e gestione all’interno del condominio, avrebbe dovuto garantire la sicurezza e la tranquillità degli spazi comuni, e non trasformarli in un luogo di pericolo.
Dal canto suo, la difesa dell’imputato ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello: i legali attendono il deposito delle motivazioni della sentenza per analizzare l’iter argomentativo del giudice e preparare i motivi di impugnazione volti a ribaltare il verdetto nei successivi gradi di giudizio.
Il consiglio di “Benvenuti in Condominio”: I locali tecnici e le aree comuni dei nostri edifici devono essere luoghi sicuri e accessibili nel pieno rispetto della legalità e dell’incolumità di chiunque vi operi per motivi professionali o di residenza.
Raccontaci nei commenti: cosa pensi di episodi di violenza e abusi che purtroppo avvengono spesso nei contesti residenziali e isolati?
Redazione
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