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“Il birraio di Preston”, A. Camilleri

“Il Birraio di Preston”, pubblicato nel 1995 da Sellerio Editore, fa parte del cosiddetto Ciclo di Vigata del Maestro Camilleri, pur non avendo come protagonista il commissario Montalbano

La trama si basa su un episodio centrale ispirato ad un fatto realmente avvenuto, ovvero l’inaugurazione del Teatro di Vigata, con la messa in scena, voluta dal Prefetto piemontese del luogo, dell’opera teatrale che da il nome al romanzo.   

Questo suscita il vivo malumore dei vigatesi che non sono stati consultati in merito, non conoscono l’opera in questione e non capiscono il motivo per cui essa sia stata scelta per un evento così importante. E’ in effetti un’opera comica, ambientata in Inghilterra, molto lontana dai gusti della gente del posto e vista come un’imposizione arrogante del Nord al Sud Italia. Ne nasce un crescendo di opinioni, di malumori, di intrighi e vendette, fino a culminare in un vero e proprio caos il giorno della prima rappresentazione. 

La situazione appare da subito complicata e dà origine ad episodi visti da punti di vista “multipli” e a capitoli indipendenti che non seguono l’ordine cronologico degli eventi; lo stesso Camilleri nell’introduzione invita il lettore a leggerli nell’ordine che preferisce, e alla fine il puzzle si ricomporrà perfettamente con tutti i pezzi in ordine per dare una spiegazione perfettamente logica del motivo per cui l’opera è stata scelta. 

In ogni capitolo si cambia l’atmosfera: dal comico al satirico, dal drammatico al grottesco al quasi giallo, con la nota ironicamente romantica del finale. E’ una storia collettiva dove prima di arrivare alla fine tutti i punti di vista vengono esaminati in una storia corale con il linguaggio vivace, quasi teatrale, tipico del Maestro Camilleri. Il lettore viene coinvolto fin da subito e diventa parte della comprensione della storia vista come un grande affresco siciliano in cui colori, voci, dialetto, personaggi, fatalismo, ironia si mescolano sapientemente. 

Dalla realtà al romanzo

Il romanzo si ispira a un fatto reale, avvenuto nel 1874 a Caltanissetta, dove venne per la prima volta messa in scena l’opera “Il Birraio di Preston” di Luigi Ricci, per l’inaugurazione del nuovo teatro cittadino. L’evento invece di essere una festa degenerò in una grande confusione: l’opera non piacque al pubblico che la giudicò troppo leggera, la compagnia lirica era modesta, vi erano nell’aria malumori politici e sociali. Camilleri sposta questo fatto reale nella sua Vigata immaginaria e lo trasforma in una satira politica e sociale, inventando personaggi, documenti, dinamiche. 

Andrea Camilleri (1925 – 2019) è stati uno degli autori italiani più amati e prolifici del Novecento e del nuovo millennio. Nato a Porto Empedocle in Sicilia lavorò a lungo come sceneggiatore, regista e produttore televisivo prima di dedicarsi completamente alla narrativa. La sua fama internazionale è principalmente legata al personaggio del commissario Salvo Montalbano. Camilleri ha creato uno stile unico, unendo italiano, dialetto siciliano e invenzioni linguistiche ottenendo un effetto inconfondibile. Nei suoi libri affronta temi di giustizia, politica, ironia sociale. È ricordato per l’acuta intelligenza, l’impegno civile e la straordinaria capacità di raccontare l’anima della Sicilia. 

Raffaella Cremonesi

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