All’interno di un condominio convivono diverse anime e una diversificazione importante è tra proprietari “residenti” e proprietari che godono della proprietà come casa di vacanze.
Un tempo questo si verificava soprattutto nelle località turistiche ma, al giorno d’oggi, con la situazione di “overtourism” di cui tanto si parla, questo può avvenire anche nelle grandi città oppure nelle città d’arte, insomma quasi ovunque.
Prima casa, tra TARI e quotidianità
In un elegante palazzo di città quindi troviamo l’abitazione principale, la “prima casa”. Qui ci si sveglia tutte le mattine, ci si prepara il caffè, si guarda la TV, si lavora in Smart Working. Qui si riceve la posta, non elettronica! ma nella casella avente la targhetta con il nome, si partecipa alle assemblee condominiali e si discute con passione sull’impianto di riscaldamento o le tende parasole. All’ Assemblea purtroppo si deve andare e non esiste un modo elegante per evitarla.
Il Fisco è gentile con questi condomini: non ti chiede l’IMU tranne che nelle case di lusso. La TARI però va pagata, e purtroppo non dipende dalla quantità di rifiuti prodotta, ma dalla metratura dell’unità immobiliare, compresi solaio, garage e balconi.
Nello stesso edificio però troviamo anche la “seconda casa”, la casa del weekend, spesso anche casa delle vacanze per chi non ama andare in albergo. La raggiungi appunto nei fine settimana, durante le vacanze o semplicemente per un momento di fuga. Si anima all’improvviso dopo essere stata silenziosa magari per mesi.
Seconda casa, tra IMU e relax
Può essere in città, oppure al mare, in montagna, in campagna, insomma “altrove” ed è un altrove che a volte può salvarti da una monotonia, da una routine che spesso ti vanno strette.
Il Fisco è però meno poetico qui: si paga l’IMU, spesso con aliquote piuttosto alte perché i Comuni ritengono che la seconda casa sia un lusso, e anche la TARI non guarda in faccia nessuno: la Tassa sui Rifiuti Urbani per cinquanta metri quadri al mare è spesso vicinissima a quella per duecento metri quadri nel luogo di residenza.
In generale i condomini delle seconde case rimangono in disparte rispetto ai residenti: il proprietario partecipa più raramente, quasi mai, alle assemblee, a volte dimentica persino di dare la delega, e interviene soltanto in caso di decisioni molto importanti, ma ha comunque voce, diritto e responsabilità.
Insomma, che sia la casa per viverci o rifugio del tempo libero, ogni appartamento fa parte della vita condominiale. Cambia lo stile, cambiano le tasse, ma le regole del vivere insieme restano le stesse.
Raffaella Cremonesi